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Forse erano i sogni di Agenore..o forse erano i miei.. |
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libro in fase di lettura
tutto cio che ho letto, bello e brutto
personaggi da tenere sott'occhio
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November 16 ASPETTANDO GODOT vs LICEALI![]() Sono stato a vedere Aspettando Godot al Teatro India. Uno di quegli spettacoli che già vivevano nella mia mente, desideravo vedere ed ancora non ne avevo avuto occasione. Insieme a Godot c'è la cantatrice calvad di Ionesco, Sei personaggi e Uno, nessuno, centomila di Luigi. Forse qualcun'altro che ora sfugge...
Che dire di Godot. Tutto o quasi hanno un idea vaga di chi sia questo godot. Quello strano personaggio, protagonista di uno spettacolo teatrale eppure che mai appare. E i due atti si consumano nell'attesa di un personaggio che non arriva. Sono state fatte tante interpretazione di ciò. Credo che ognuno possa dare la sua. Godot, l'attesa, l'immobilismo. Attendere un qualcosa che sia un occasione, una persona, un segno del destino, Dio. Godot è tutto e niente. Godot rappresenta gli uomini che si lasciano seppellire da se stessi, che immobili attendono un occasione che non arriverà se non saranno loro stessi a cercarla. Godot è un foglio bianco in attesa di essere scritto. Non bisogna attendere che qualcosa di carino venga in mente. Mentre aspettiamo dobbiamo scrivere quel che abbiamo di non carino, altrimenti rimarrà sempre bianco.
Trovo fantastico il testo, come trovo fantastico il teatro dell'assurdo. Per niente facile rappresentare certi testi. Nella mia personale visione della rappresentazione ho letto un messaggio all'uomo, specialmente per quanto riguarda i temi ambientali. Una sorta di "cosa aspettiamo, Godot?". La scena si svolgeva su una pedana rotonda messa al centro del palco. Un albero(più un grosso e rudimentale vaso con quattro rametti) era in un angolo della struttura.
Sullo sfondo un telo bianco dove venivano proiettati cantieri, gru, scavatori, con un atrmosfera surreale. Come a dire l'uomo che seppellisce l'uomo sotto le sue stesse macerie. Il pianeta dell'uomo usato fino all'ultimo granello. Cosa aspettiamo a fare qualcosa? Aspettiamo godot...
Magari sarà un immagine marginalista, ma spesso i significati sono più semplici. Spesso ricerchiamo la complicatezza ma è nella semplicità che viaggiano i messaggi più forti. Perché le gru altrimenti? e la pedana tonda? Potrebbe benissimo essere una terra, una terra dove, degli uomini ormai alla perdizione, sotto un albero secco aspettavano Godot, convinti che Godot cambierà le loro sorti. Ma Godot non arriverà mai....
Tra gli attori, che sono stati tutti molto bravi (beh, il ragazzetto che diceva "Si signore" lo saltiamo...) ce n'era uno che si portava in faccia un viso già visto. Molto molto bravo. Ma chi è? Ho dovuto aspettare la fine dello spettacolo, che uscisse dalla sua maschera teatrale per riconoscerlo. Da non credere. Li vedi nelle fiction e sono una cosa. Lì vedi a teatro e sono totalmente altri attori, Sarà la tecnica che è diversa o sarà la magia di un posto incantato. Sarà che in tv vedi le immagini cambiare continuamente, in teatro invece hai quell'attore costantemente sotto tiro. Nei respiri, nell'impercettibile smorfia del viso o contrazione del dito. Fatto sta che a me, quest'uomo che si chiama Gigio Alberti è sembrato decisamente più bravo in teatro. Chi è costui? Beh, guardate la foto in alto e ditemi se lo riconoscete. Poi guardate il trailer dello spettacolo http://www.teatrodiroma.net/adon.pl?act=doc&doc=953. Infine guardate la foto qui sotto. Ebbene sì. Quel vagabondo dalla voce roca e i capelli scarmigliati è proprio il preside dei liceali(ha fatto molti altri film). Già non c'è niente di male (a far marchette?)... E' che il mio stupore è dato dal fatto che troppo spesso attori da fiction sono impegnati in spettacoli di basso profilo, commedie rappresentate al Sistina o al Brancaccio. Non mi aspetterei mai il Preside dei Liceali al Teatro India, uno dei teatri che preferisco, molto attento ai più moderni linguaggi del teatro e alla scena sperimentale. Beh, che dire. Eliminare certi tipi di pregiudizi... e se mi capita una marchetta come una fiction non rifiutare! :)
--Stifler--
![]() November 02 ALDA MERINI
Per l'occasione è possibile ascoltare dalla home alcune poesie inserite nella playlist, estratte dalla raccolta "La Terra Santa" La mia poesia è alacre come il fuoco trascorre tra le mie dita come un rosario Non prego perché sono un poeta della sventura che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore, sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida, sono il poeta che canta e non trova parole, sono la paglia arida sopra cui batte il suono, sono la ninnanànna che fa piangere i figli, sono la vanagloria che si lascia cadere, il manto di metallo di una lunga preghiera del passato cordoglio che non vede la luce. www.aldamerini.comCerto sono molti i suoi scritti e sarebbe difficile individuarne qualcuno da acquistare in assoluto. Forse è arrivato anche per me il momento di acquistarne uno. E già. Non mi fa onore questa cosa, lo ammetto, ma come spesso accade ai tempi di internet ti ritrovi a navigare, a leggere qua e là poesie ed estratti, a visitare il sito ufficiale. Poi, un bel giorno se ne va, e t'accorgi di non avere ancora acquistato una raccolta da tenere e sfogliare. Meglio provvedere. Tra tutti ho individuato questo cofanetto che contiene "La presenza di Orfeo" prima raccolta di Alda Merini e "Terra Santa".La prima senz'altro punto di partenza per scoprire la sua poetica, prima raccolta in assoluto (aveva 15 anni). La seconda a parere di molti la migliore e più significativa, nel quale troverete anche la poesia presente nella playlist. Nel cofanetto anche un album fotografico (senza grembiulino). Merini Alda Libri Scheiwiller, 2005
€22,50 October 26 C'è sempre un'ora da recuperareSe mi cercate mi troverete il 1° gennaio 2035 davanti al colosseo. Non sento fame Né sete. Non qui, ora. --Stifler-- October 02 POESIA VINCITRICE DEL CONCORSO "le quattro porte"Sono state pubblicate finalmente le poesie vincitrici del concorso letterario "le quattro porte", al quale ho partecipate. Domenica c'è stata la cerimonia di premiazione, al quale sono stato invitato ma non sono andato causa impegni. Si capisce, se avessi vinto mi sarei svincolato! :).. Non è andata, non saprei dire se troppo male o se un pizzichino di bene c'è stato. Dovrei conoscere il parere tecnico della giuria, che spero arrivi. Ma dubito e non credo che avranno la forza di inviare oltre 2000 pareri a circa 800 poeti. Per non parlare poi delle altre categorie. Forse questo parere non arriverà mai. L'ho saputo in estate. Arrivo una lettera da parte del Laboratorio di Ricerca Culturale di pieve di centro a mio nome, scritto a mano con un elegante calligrafia. Guardavo la busta, come fanno nei film. Scarto euforico... Per me un invito ed i dati statistici dei partecipanti a fronte, la classifica dei quindici premiati sul retro. Cerco il mio nome, niente. Ho aspettato ora per comunicare perché ho atteso che il sito pubblicasse la poesia vincitrice. Gli ultimi sette versi mi piacciono molto, ed anche il titolo è molto originale. Per il resto l'ho letta una volta sola. Le poesie andrebbero lette più volte per carpirne tutto il potenziale.. su www.labpieve.it troverete le altre poesie, i racconti e le poesie haiku vincitrici delle altre categorie.. Buona lettura... Requiem per due lampadine fulminate di Luigi Paraboschi -castelsangiovanni (pc) I tuoi silenzi d’ossidiana sono come il gelo nelle grondaie di Pietroburgo che inizia con novembre e dura fino a marzo ed è inverno anche sulle imposte di questa casa sugli Appennini ove pronuncio parole acciottolate nella sera di mezza estate e m’illudo che rassomiglino a preghiere, ma sorridono i miei Penati perché nulla dei nostri crucci li coinvolge, restiamo solamente tu ed io e le nostre deboli volontà per allargare questo vallo di Adriano ed allagarlo poi senza il conforto di credere più alle parole che non sappiamo più scrivere ed imbucare, forse le pensiamo ma le lasciamo scorrere giù dai vetri sperando che il disgelo che verrà ce le riconsegni intatte. Qui resto con le labbra dubitanti, e sgretolo di te ogni dolcezza, qui scavo fosse ove seppellisco versi sulle nostre stagioni di aspra lontananza ed ora il mio pacemaker quasi non manda più impulsi troppi sono i bypass per i tubi incrostati della memoria. E’ ora di staccare i fili del mio monitor, anche s’è ancora viva sullo schermo la riga lunga della tua risata, non mi so decidere a premere il pulsante off, forse tu l’ hai già fatto, ma io ti conservo in vita come si fa talvolta con quelle lampadine che ci appaiono fulminate e poi, se le scrolli un poco tra le mani, i fili prendono la corrente e si fa luce attorno, anche se per poco. September 25 PASSEGGIATA D'ESTATE![]() "Una briciola d'oro non può comprare una briciola di tempo." Proverbio cinese Siamo evanescenze furtive d'un esistere in una sera di luglio insignificanti fette di mondo in un piccolo parco aggregate. Ed è tra il confuso vociare il procedere a stento tra i suoni che s'erge, splendido e chiaro il brindar d'una fontana solitaria. Sola nello scorrere. Sola nella memoria. Sola. Custode del tempo andato o non ancora arrivato di brandelli di vita passata o ancora solo sperata. Custode di ricordi di vite in transito di una sera di luglio di chi ride o canta di chi si ubriaca. Custode romantica di chi si ama di si dice addio. Custode dell'eterno delle mille parole dette Ogni sera Una delle tante. -Racconterai di noi domani e del nostro imperfetto scorrere? "Per non essere gli straziati martiri del Tempo, ubriacatevi senza posa! Di vino, di poesia o di virtù: come vi pare." --Charles Baudelaire-- September 13 IL SAX"La sfortuna di essere un blogger è che se muori nessuno avvertirà gli altri blogger e tutti si chiederanno perché non aggiorni." -STIFLER- (in corso di trasformazione in Agenore) Piacevole accompagnamento musicale ad una serata dolce-amara. AMICA dove sei? Modern jazz and blues e questo me difforme che prova piacere nella solitudine di un borgo formellese. Taccuino e penna alla mano, mocassino e cappello(per coprire i capelli). Mi guardano incuriositi uomini canuti, più o meno distinti. Desta sempre un certo interesse chi solo sorseggia birra battendo il tempo con il piede... O forse è solo un mio eccesso di egocentrismo. Sta il fatto che il mio animo ben si sposa con questo vagabondaggio emotivo ed esistenziale che prende piede e si fa largo. Osserva, scruta, studia pensa divaga e dilaga. Seziona i pensieri in cubetti, s'interroga sul continuo mutare, cercando di raggiungere una forma che forse non troverà mai. tanto meno una quasi forma... Si lancia allora, in un libero inseguimento degli impulsi e dell'ignoto, danzando sul filo dell'incompletezza in un piacevole orizzonte che mi tiene dentro e non fuori. Ad una certa distanza di sicurezza ma quanto basta per scuotermi con le vibrazioni del suo vortice.... Sorseggio e catturo sensazioni. Per la prima volta inserisco la data a inizio pagina. Anche questo è sintomo di mutamento. Che sia giunto il momento di riconcilirsi con il tempo? Incurante dei respiri circostanti trascrivo ogni scatto in avanti di un flusso che esce quasi liquido... Accanto a me un uomo. Solo, anche lui, con gli occhi in un altro mondo. Non beve. Ascolta con attenzione il complesso. Le gambe accavallate. Chi è? Cosa fa? Lo chiamano sul palco ed il trio diventa un quartetto. Apre una valigetta (un serial killer?) ed estrae un sassofono. Ecco dov'erano i suoi occhi. Abbozza le prime timide note, poi chiude gli occhi, porta il bocchino tra le labbra e le guance si contraggono. Suona a memoria, sa bene come muovere le dita. E' in estasi. E intorno ecco un atmosfera nuova. Lo immagino da giovane quando con la sua valigetta credeva di poter esaltare il mondo. Ora è lì, su un palco di un piccolo borgo medievale, a gettare un ponte tra noi e lui attraverso sette note. Semplicemente sette note che si alternano in una sequenza infinita. Non ha perso l'entusiamo. Non ha girato il mondo, forse, ma eccolo tutto il suo mondo. Il sassofono. E non lo lascerà mai... Mi infilo in quel suo mondo. Anch'io ho una valigia. La tengo stretta tra le gambe mentre fluttuo tra le note melense. Mi godo un sassofonista ed un pensiero a forma di cubetto.. l'orizzonte degli eventi è il confine estremo di un buco nero,che per poco non riesce a sfuggire alla voragine (cit.)July 05 L'INETTO INESATTO --piccoli esempi di malinconia domenicale-- E' uno strisciare dolente che si ripete la spensieratezza di cicale cantati, l'estivo confine alle mie carceri: inetta esattezza di un delirio inesatto. Sepolto tra le infinite cartacce un libro che dovrei studiare. Li rimane, semplicemente lì all'ombra di pulviscolo e pensieri danzanti sul filo dell'incompletezza, l'errata emozione dell'essere niente -sempre- e l'essere tutto qualche ora soltanto. Difficile essere estranei al proprio tempo vivere come un livido cielo d'estate o pioggia bagnante l'incompiuta stagione che fa tacere le festanti cicale. Difficile spiegare il piacere dell'essere sospesi nell'Anacronismo con una penna ed un taccuino leggendo poesie, ascoltando Wagner. --Stifler-- June 24 TEMPO DEL NONTEMPO Siamo solo l'illusione evolutiva d'una superiorità con piedi d'argilla. Dilemma tra una conoscenza scientifica e conoscenza di se stessi, tra un sapere legale ed un sapere andar oltre. Passeggeri di un treno senza destinazione, eterno divenire o temporaneo transito? Pendolari di un esistere estraneo alla vita stessa che non sanno se la realtà sia la fissità pragmatica del vagone o l'impalpabile varietà oltre il vetro. Fissità per un inezia, forse pigrizia o paura di spingersi altrove. --Stifler-- |
Prossimi impegni teatrali..
i miei presunti componimenti pubblicati sul blog
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