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Forse erano i sogni di Agenore

..o forse erano i miei..

alessandro giova

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niente é piu interessante di cio' che si scopre
http://students.ou.edu/M/Ashley.D.Mc.Dermott-1/rosa_dark%20pink.jpg


Stasera, la luna sogna con pìù abbandono,/come una bella donna che, abbandonata sui cuscini,/prima di addormentarsi accarezza/i seni con manodistratta e leggera.//Ecco, sul dorso lucido di molli valanghe,/morente s'abbandona a lunghi deliqui/ e volge gli occhi a bianche visioni/ che salgono dall'azzurro come fioriture// A volte, nel suo ozioso languore, fa cadere/ una lacrima furtiva sulla terra,/ allora un pio poeta, nemico del sonno/ raccoglie nel cavo della mano la pallida lacrima/ dai riflessi iridati come un frammento d'opale/ e la ripone nel suo cuore lontano lontano dagli occhi del sole.

Charles Baudelaire




libro in fase di lettura
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tutto cio che ho letto, bello e brutto
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personaggi da tenere sott'occhio

Woody Allen



Quand'ero piccolo i miei genitori hanno cambiato casa una decina di volte.Ma sono sempre riuscito a trovarli. Ero solito portare una pallottola nel taschino,all'altezza del cuore.Un giorno un tizio mi tirò addosso una Bibbia ma la pallottola mi salvò la vita

Fino all'anno scorso avevo un solo difetto: ero presuntuoso.



ALBERT EISTEIN

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Chi io sia per voi non saprei dirvi..
il me ch io vedo non e' lo stesso che voi vedete..
Come potrei esser io per voi lo stesso che son per me se non son lo stesso sempre neanch io per me??
Maschera in cerca d'una forma. Teatrante alle prese col suo spettacolo più grande: la vita. Che si aprà il sipario del mondo, che entrino gli attori..
                                 Stifler
November 02

ALDA MERINI


aldamerini1

 Per l'occasione è possibile ascoltare dalla home alcune poesie inserite nella playlist, estratte dalla raccolta "La Terra Santa"

La mia poesia è alacre come il fuoco
trascorre tra le mie dita come un rosario
Non prego perché sono un poeta della sventura
che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore,
sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida,
sono il poeta che canta e non trova parole,
sono la paglia arida sopra cui batte il suono,
sono la ninnanànna che fa piangere i figli,
sono la vanagloria che si lascia cadere,
il manto di metallo di una lunga preghiera
del passato cordoglio che non vede la luce.
www.aldamerini.com


A vedere le foto sembrava una vecchina qualunque. Una di quelle nonnine di campagna che passano la giornata con il grembiulino e le mani nella farina. Preparano biscotti in attesa che arrivino i nipotini. Chissà, magari sapeva farli davvero i biscotti. Sembrava una di quelle nonnine tenere, benevole sempre pronte a sorridere. E produceva biscotti. Letterari. Le sue poesie erano tanti biscotti, i suoi libri dei vassoi caldi appena usciti dal forno. E noi tutti, siamo stati quei nipotini. Ho saputo la notizia questa mattina. "E' morta la poetessa Alda Merini". Tristezza. Ho letto l'articolo per semplice dovere di cronaca, come al solito tristi resoconti, didascalici, freddi. Vuoti. E sarebbe forse meglio salutare una poetessa poeticamente. E non come un semplice fatto di cronaca. E quei politici ovunque dispiaciuti. Ovunque identici nelle parole, magniloquenti, parole incantesimo che ti fanno fare bella figura. Grande voce! Oh, si. Era la nostra nonnina, ed ha sfornato tanti biscotti dal suo fornetto, nella sua casetta di campagna, con il suo grembiulino ombrato di farina. Dicono sia morta a 78 anni. Non è vero. Vive e vivrà, come è degno destino dei poeti sopravvivere alla propria carne e percorrere tutta la storia degli uomini. Vive, nelle sue poesie, nei suoi diari. Vive in ogni sua parola. E vivrà per noi, per i nostri figli, per tutti coloro che vorranno sentire il profumo di pagine annose. Come il vino buono, anche i buoni libri con gli anni acquistano sapore. Perciò Alda, un Ciao fisico, carnale, un arrivederci per ogni volta che vorremmo farci compagnia con le tue parole. Magari continuerai a scrivere. Se ti capita, fai scivolare un foglio da lassù. Ogni tanto. Ci si affeziona sempre molto ai biscotti della nonna. 


Certo sono molti i suoi scritti e sarebbe difficile individuarne qualcuno da acquistare in assoluto. Forse è arrivato anche per me il momento di acquistarne uno. E già. Non mi fa onore questa cosa, lo ammetto, ma come spesso accade ai tempi di internet ti ritrovi a navigare, a leggere qua e là poesie ed estratti, a visitare il sito ufficiale. Poi, un bel giorno se ne va, e t'accorgi di non avere ancora acquistato una raccolta da tenere e sfogliare. Meglio provvedere. Tra tutti ho individuato questo cofanetto che contiene "La presenza di Orfeo" prima raccolta di Alda Merini e "Terra Santa".La prima senz'altro punto di partenza per scoprire la sua poetica, prima raccolta in assoluto (aveva 15 anni). La seconda a parere di molti la migliore e più significativa, nel quale troverete anche la poesia presente nella playlist. Nel cofanetto anche un album fotografico (senza grembiulino).
 


La presenza di Orfeo La Terra Santa
Merini Alda
Libri Scheiwiller, 2005
€22,50

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October 26

C'è sempre un'ora da recuperare


Se mi cercate mi troverete il 1° gennaio 2035
davanti al colosseo.



Non sento fame

Né sete.

Non qui,

ora.
--Stifler--



October 11

MINIMA

 
Che bello,
piove.
Stifler
 
October 02

POESIA VINCITRICE DEL CONCORSO "le quattro porte"

Sono state pubblicate finalmente le poesie vincitrici del concorso letterario "le quattro porte", al quale ho partecipate. Domenica c'è stata la cerimonia di premiazione, al quale sono stato invitato ma non sono andato causa impegni. Si capisce, se avessi vinto mi sarei svincolato! :).. Non è andata, non saprei dire se troppo male o se un pizzichino di bene c'è stato. Dovrei conoscere il parere tecnico della giuria, che spero arrivi. Ma dubito e non credo che avranno la forza di inviare oltre 2000 pareri a circa 800 poeti. Per non parlare poi delle altre categorie. Forse questo parere non arriverà mai. L'ho saputo in estate. Arrivo una lettera da parte del Laboratorio di Ricerca Culturale di pieve di centro a mio nome, scritto a mano con un elegante calligrafia. Guardavo la busta, come fanno nei film. Scarto euforico... Per me un invito ed i dati statistici dei partecipanti a fronte, la classifica dei quindici premiati sul retro. Cerco il mio nome, niente. Ho aspettato ora per comunicare perché ho atteso che il sito pubblicasse la poesia vincitrice. Gli ultimi sette versi mi piacciono molto, ed anche il titolo è molto originale. Per il resto l'ho letta una volta sola. Le poesie andrebbero lette più volte per carpirne tutto il potenziale.. su www.labpieve.it troverete le altre poesie, i racconti e le poesie haiku vincitrici delle altre categorie..
Buona lettura...

Requiem per due lampadine fulminate
di Luigi Paraboschi 
-castelsangiovanni (pc)

I tuoi silenzi d’ossidiana sono come il gelo nelle grondaie 
di Pietroburgo che inizia con novembre e dura fino a marzo
ed è inverno anche sulle imposte di questa casa sugli Appennini
ove pronuncio parole acciottolate nella sera di mezza estate
e m’illudo che rassomiglino a preghiere, ma sorridono
i miei Penati perché nulla dei nostri crucci li coinvolge,

restiamo solamente tu ed io e le nostre deboli volontà
per allargare questo vallo di Adriano ed allagarlo poi
senza il conforto di credere più alle parole
che non sappiamo più scrivere ed imbucare,
forse le pensiamo ma le lasciamo scorrere giù dai vetri
sperando che il disgelo che verrà ce le riconsegni intatte.

Qui resto con le labbra dubitanti, e sgretolo di te
ogni dolcezza, qui scavo fosse ove seppellisco
versi sulle nostre stagioni di aspra lontananza
ed ora il mio pacemaker quasi non manda più impulsi
troppi sono i bypass per i tubi incrostati della memoria.

E’ ora di staccare i fili del mio monitor, anche s’è
ancora viva sullo schermo la riga lunga della tua risata,
non mi so decidere a premere il pulsante off, forse tu
l’ hai già fatto, ma io ti conservo in vita come si fa
talvolta con quelle lampadine che ci appaiono fulminate
e poi, se le scrolli un poco tra le mani, i fili prendono 
la corrente e si fa luce attorno, anche se per poco.

September 25

PASSEGGIATA D'ESTATE


"Una briciola d'oro non può comprare una briciola di tempo."
Proverbio cinese


Siamo evanescenze furtive
d'un esistere in una sera di luglio
insignificanti fette di mondo
in un piccolo parco aggregate.
Ed è tra il confuso vociare
il procedere a stento tra i suoni
che s'erge, splendido e chiaro
il brindar d'una fontana solitaria.

Sola
nello scorrere.
Sola
nella memoria.
Sola.

Custode del tempo andato
o non ancora arrivato
di brandelli di vita passata
o ancora solo sperata.
Custode di ricordi
di vite in transito
di una sera di luglio
di chi ride o canta
di chi si ubriaca.
Custode romantica
di chi si ama
di si dice addio.
Custode dell'eterno
delle mille parole dette
Ogni sera
Una delle tante.
-Racconterai di noi domani
e del nostro imperfetto scorrere?

"Per non essere gli straziati martiri del Tempo, ubriacatevi senza posa!
 Di vino, di poesia o di virtù: come vi pare."
--Charles Baudelaire--
September 13

IL SAX

"La sfortuna di essere un blogger
è che se muori nessuno avvertirà gli altri blogger
e  tutti si chiederanno perché non aggiorni."
-STIFLER-
(in corso di trasformazione in Agenore)

Piacevole accompagnamento musicale ad una serata dolce-amara. AMICA dove sei? Modern jazz and blues e questo me difforme che prova piacere nella solitudine di un borgo formellese. Taccuino e penna alla mano, mocassino e cappello(per coprire i capelli). Mi guardano incuriositi uomini canuti, più o meno distinti. Desta sempre un certo interesse chi solo sorseggia birra battendo il tempo con il piede... O forse è solo un mio eccesso di egocentrismo. Sta il fatto che il mio animo ben si sposa con questo vagabondaggio emotivo ed esistenziale che prende piede e si fa largo. Osserva, scruta, studia pensa divaga e dilaga. Seziona i pensieri in cubetti, s'interroga sul continuo mutare, cercando di raggiungere una forma che forse non troverà mai. tanto meno una quasi forma... Si lancia allora, in un libero inseguimento degli impulsi e dell'ignoto, danzando sul filo dell'incompletezza in un piacevole orizzonte che mi tiene dentro e non fuori. Ad una certa distanza di sicurezza ma quanto basta per scuotermi con le vibrazioni del suo vortice....

Sorseggio e catturo sensazioni. Per la prima volta inserisco la data a inizio pagina. Anche questo è sintomo di mutamento. Che sia giunto il momento di riconcilirsi con il tempo? Incurante dei respiri circostanti trascrivo ogni scatto in avanti di un flusso che esce quasi liquido... Accanto a me un uomo. Solo, anche lui, con gli occhi in un altro mondo. Non beve. Ascolta con attenzione il complesso. Le gambe accavallate. Chi è? Cosa fa? Lo chiamano sul palco ed il trio diventa un quartetto. Apre una valigetta (un serial killer?) ed estrae un sassofono. Ecco dov'erano i suoi occhi. Abbozza le prime timide note, poi chiude gli occhi, porta il bocchino tra le labbra e le guance si contraggono. Suona a memoria, sa bene come muovere le dita. E' in estasi. E intorno ecco un atmosfera nuova. Lo immagino da giovane quando con la sua valigetta credeva di poter esaltare il mondo. Ora è lì, su un palco di un piccolo borgo medievale, a gettare un ponte tra noi e lui attraverso sette note. Semplicemente sette note che si alternano in una sequenza infinita. Non ha perso l'entusiamo. Non ha girato il mondo, forse, ma eccolo tutto il suo mondo. Il sassofono. E non lo lascerà mai...

Mi infilo in quel suo mondo. Anch'io ho una valigia. La tengo stretta tra le gambe mentre fluttuo tra le note melense. Mi godo un sassofonista ed un pensiero a forma di cubetto..

l'orizzonte degli eventi è il confine estremo di un buco nero,

 che per poco non riesce a sfuggire alla voragine (cit.)

July 05

L'INETTO INESATTO

  
--piccoli esempi di malinconia domenicale--

E' uno strisciare dolente che si ripete
la spensieratezza di cicale cantati,
l'estivo confine alle mie carceri:
inetta esattezza di un delirio inesatto.
Sepolto tra le infinite cartacce
un libro che dovrei studiare.
Li rimane, semplicemente lì
all'ombra di pulviscolo e pensieri
danzanti sul filo dell'incompletezza,
l'errata emozione dell'essere niente -sempre-
e l'essere tutto qualche ora soltanto.

Difficile essere estranei al proprio tempo
vivere come un livido cielo d'estate
o pioggia bagnante l'incompiuta stagione
che fa tacere le festanti cicale.
Difficile spiegare il piacere
dell'essere sospesi nell'Anacronismo
con una penna ed un taccuino
leggendo poesie, ascoltando Wagner.

--Stifler--
June 24

TEMPO DEL NONTEMPO



http://apolide.files.wordpress.com/2009/05/lo-scorrere-del-tempo-il-trascorrere-il-passare.jpg


Siamo solo l'illusione evolutiva
d'una superiorità con piedi d'argilla.
Dilemma
tra una conoscenza scientifica
e conoscenza di se stessi,
tra un sapere legale
ed un sapere andar oltre.

Passeggeri di un treno senza destinazione,
eterno divenire o temporaneo transito?
Pendolari di un esistere estraneo alla vita stessa
che non sanno se la realtà
sia la fissità pragmatica del vagone
o l'impalpabile varietà oltre il vetro.
Fissità per un inezia, forse
pigrizia o paura di spingersi altrove.


--Stifler--

May 24

A VOLTE RITORNANO


A volte ti perdi ed è difficile poi tornare, ritrovare una strada. E passatop un mese e più dallo spettacolo ed ancora niente aggiornamenti. Sono passato attraverso 14 ore in un sol gionro di prove, un libro di diritto commericale, 4 serate di spettacolo e un pubblico caldo che è aumentato di serata in serata. Poi, più niente. La polvere che si compatta con il sudore, la platea vuota e quelle mani che prima ti applaudivano che diventano riflessi evanescenti. E allora si chiude la porta, la macchina che porta a spasso il violoncello di Elena Krasantowitch e brandelli di vita. Quella che è rimasta. L'altra è un pò li, un pò là. Disseminata sul palco insieme alle ceneri di Tim...

Torna Alessandro, torna Stifler. Difficile riprendere, soprattutto da dove? Dal lavoro, dal quotidiano calpestio di parole vacue e gesta vanagloriose? Si torna sempre a piccoli passi. In mezzo c'è "il paradosso sull'attore" di Diderot, c'è che ormai da troppo tempo compro Repubblica e non la leggo(edizione del giovedi per TrovaRoma). C'è che mi sono chiuso nel fare fotografie cercando una forma di remunerazione nel microstock. C'è che penso ad un modo per speculare. E sì, se vuoi fare Teatro ti devi trovare qualcosa con cui campare. C'è che dico "adesso torno"ma non ho seminato le briciole e per questo capita che sbagli via prima di ritrovare quella giusta.

Da dove ripartire? Da una polemica con Bruce, un saluto a Fiore o da una poesia? Dalla politica, dal regime partitocratico, il monopartito, il corruttore? Ma che serve? I rospi continueranno a votare i rospi. Poi c'è chi vota i cigni, animali dalla bella apparenza ma dall'anima subdola. Io voterò per i Gorilla, animali straordinari, dalla spessa pelle e le spalle larghe, intelligenti e pacifici, ad un passo dall'estinzione ma con fierezza nello sguardo.
Non sono certo uno che si rassegna, ma trovo nella mia resistenza nuovi modi di resistere. Ed il teatro è una forma di resistenza. Resistenza ai barbari al regime, all'ignoranza, alla libertà violata. Espressione di una libera forma. Chi può mettere le catene alla mia voce che percorre file e file, al mio corpo e ai miei occhi, espressione al contempo viva e finta. Resisto. Perché il teatro è non mollare la presa sull'uomo, dai vizi alle grottesche abitudini, la sua sete.
Un elite, non importa. Non importa che tu convinca. Ci torvi una soddisfazione pura, senza ritorno, finita e immensa nella sua semplice espressione.
"Voteranno cigni e rospi? E Sia!" Il sia è una forma di snobbismo, un modo di elevarsi. Non serve che tu capisca o condivida. Davvero. Puoi ancora credere ai cigni.
Io riparto da qui, dalla polvere, quel niente che si infila tra una tavola e l'altra. Perché è forse l'unica cosa che amo fare (o che più mi disseta), l'arte. Frantumare la mia vita e lasciarla un po' qua un po' là. Essere niente per poter essere tutto...
E la mattina, con gli occhi gonfi, vedo il mio viso ormai folto di barba e penso che" non avrò paura della morte finché il bosco di Birnam non venga a Dunsinane

"Si torna sempre vivi d'inciampo"
A.Bevilacqua
 
Photo 1 of 41
Prossimi impegni teatrali..

Forse anche qui mi considereranno un ragazzino e sia. C'è anche chi mi considera un idiota, non ho mai scoperto perché. In verità, sono stato talmente malato da non essere molto diverso da un idiota; ma com'è possibile che sia idiota anche adesso, quando, io per primo mi accorgo che la gente mi considera tale? Io entro e penso: "Mi credono idiota, ma io sono intelligente, e loro non lo sospettano nemmeno."

L'idiota-F.Dostoevskij

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Luca Coscioni

C'era un tempo per i miracoli della fede. C'è un tempo per i miracoli della Scienza. Un giorno, il mio medico potrà, lo spero, dirmi: Prova ad alzarti, perché forse cammini.

Ma, non ho molto tempo, non abbiamo molto tempo.

E, tra una lacrima ed un sorriso, le nostre dure esistenze non hanno certo bisogno degli anatemi dei fondamentalisti religiosi, ma del silenzio della libertà, che è democrazia. Le nostre esistenze hanno bisogno di una cura, di una cura per corpi e spiriti.

Le nostre esistenze hanno bisogno di libertà per la ricerca scientifica. Ma, non possono aspettare.

Non possono aspettare le scuse di uno dei prossimi Papi.

www.lucacoscioni.it

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