alessandro's profileForse erano i sogni di A...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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February 05 I BONSAI E L'INVERNOMite giornata, dai languidi raggi che pian piano rinvigoriscono con la primavera ormai prossima. Allora vedremo spuntare nei prati fiore d'ogni tinta, farfalle svolazzarte gaudenti e grandi arbustri riempirsi le folte chiome...
E i nostri bonsai??
Mi rendo conto che non sono molto bravo a gestire rubriche, che avrei dovuto illustrarvi come far passare l'inverno ai vostri bonsai.. Si, sono un po in ritardo, ma diciamo che la possibilità che qualcuno si sia appasionato a questa arte con i due precedenti interventi e che abbia al tempo stesso sviluppato dimestichezza e tirato su folte schiere di bonsai, sono alquanto scarse(mica vi sto screditando, è semplice statistica!) Quindi, almeno in parte sono scusato.. Prendete per buoni questi consigli per il prossimo inverno In questo articolo spiegherò come fare svernare i bonsai, secondo gli esperti, dopodiche vi mostrerò quel che mi sono inventato soluzione d'accatto e funzionale in quanto tutti sono ancora in piena salute.
COME FARE AFFRONTARE L'INVERNO AI BONSAI?
In primo luogo partiamo un accorgimento da evitare per quanto esso sia scontato: evitare le gelate. Ciò vuol dire che il bonsai dovrà essere ben protetto(specialmente le radici) il che non vuol dire mettere il bonsai in casa: è l'errore più grande che possiate fare. Le piante devono affrontare l'inverno, devono trovarsi nelle condizioni naturali e quindi dar loro la possibilità di rispettare le fasi delle varie stagionali, cosi come è scritto nel loro patrimonio genetico prendendo dei piccoli accorgimenti: evitare sbalzi di temperatura, assicurare una buona areazione, concimare all'inciraca una volta al mese ed annaffiare piu o meno una volta la settimana(salvo pioggia) IMPORTANTE: fate attenzione a non farvi ingannare, delle volte la terra umida puo farvi credere che la pianta stia bene e le radici siano ben bagnate, ma spesso sono a secco.
Un metodo molto usato per fare svernare i bonsai consiste nell'interrarlo, con o senza vaso, nel terreno o in una cassettina con humus e torba. La cassettina dev'essere almeno quattro volte il vaso e il doppio di altezza. Per quanto questo metodo sia molto consigliato dai più, lo vedo sconveniente nel caso disponiate di 10-15 esemplari. Interrare oltre quindici bonsai potrebbe rivelarsi dispendioso in termini di tempo e non mi pare molto pratico, anche se assicura una buona protezione delle radici. Puo accontentare le vostre esigenze se ne avete un paio o poco più. Per numeri elevati forse è meglio ricorrere a rimedi di massa.
Un altro metodo molto in voga negli ultimi anni ed in continua espansione è l'utilizzo di "serre di plastica a tunnel", in vendita presso negozi specializzati in giarginaggio. La plastica è opaca, questo fa si che la luce del sole non filtri completamente evitando così un eccessivo riscaldamento nei momenti del giorno in cui i raggi sono più forti. Inoltre la serra mantiene un giusto livello di umidità e protegge dal vento. C'è un inconveniente però: al sopraggiungere della primavera all'interno della sera si possono produrre alte condensazioni di umidità ed inoltre una settimana particolarmente calda puo far scaldare notevolmente la serra con il rischio che le piante percepiscano una primavera apparente e germoglino prematuramente. E' necessario quindi areare spesso la serra, anche prima di riportare i bonsai all'aperto.
Alternativamente potete utilizzare un tessuto, detto tessuto non-tessuto(mi pare sia un materiale sintetico) che ha il vantaggio da una parte di trattenere l'umidità e proteggere da gelate e afenti atmosferici, dall'altro fa filtrare l'aria mantenendo una buona areazione. E' proprio quello che ho fatto io, i manuali non parlano di questo tessuto ma ho rischiato e sembra, a ragione: ho comprato il tessuto e aguzzato l'ingegno, molta fantasia e poca bellezza, ma sicuramente molta efficienza. Ho costruito due serre molto rustiche, usando quello che mi capitava sottomano. A volte basta veramente poco.
COSA HO FATTO IO?
Se volete rimediare due serre e non volete buttarvi nella ricerca di quella che vi soddisfi per forma e dimensioni quel che dovete fare è acquistare 5 metri di rete di plastica low cost(dipende sempre dalle dimensioni della vostra serra) con maglie da un centimentro o poco più, e del tessunto non-tessuto almeno della stessa lunghezza ma ve ne consiglio di più. Il resto?? Semplice e puro ingegno!
Rimendiate un bancale o anche due a seconda di quanti bonsai possedete. E' la scelta migliore, è stabile e non corre il rischio di volare via alla prima folata di vento. Su questo è ricaduta la mia prima scelta, la seconda è stata tanto azzardata quanto bizzarra. Ma provvederò acostruirne una copia esatta per il prossimo inverno.
SERRA N.1
Come detto, rimediate un bancale dopodichè cercate qualcosa che vi permetta di formare un arco che possa dare stabilità alla sommità della serra altrimenti potrebbe piegarsi all'interno con in peso degli agenti atmosferici od anche perchè ci salta sopra un gatto. Potete usare qualsiasi cosa, purchè sia pieghevole e resistente al tempo stesso, ovviamente non è necessario darle una forma arrotondata, potete innalzare ai lati delle tavole di legno facendo assumere alla serra una forma piatta. Liberissimi, lo dicevo giusto per un semplice fatto estetico. Io ad esempio ho usato la struttura d'una vecchia zanzariera ed è venuto fuori un mezzo trapezoide.. Il secondo passo sarà montare la rete da un lato all'altro ricalcando la forma ad arco da voi formato, fissae bene alla base e chiudere almeno un lato lasciando soltanto un apertura. Infine rivestite con il tessuto, fissate per bene e distendete il telo dal lato aperto che potrete arrotolare ogni qual volta vorrete aprire per controllare lo stato di salute dei bonsai. Sistemate le piante ed annafiatele una volta a settimana all'incirca. Potete anche evitare di aprire la serra e far filtrare l'acqua attraverso dal tessuto.
In questo caso ho superato veramente il limite umano d'ogni terrana fantasia. Non disponendo di un secondo bancale, pensavo e ripensavo ad una soluzione per l'incombere del freddo. Alla fine sono giunto ad una soluzione quanto mai originale. Ho utilizzato un vecchio tavolaccio di plastica in disuso, una canna di bambu e la struttura d' un ombrello rotto.Prendete(ovviamente meglio il bancale) la canna di bambù ed infilateci la struttura del vecchio ombrello, utilizzate del nastro adesivo per fissare i due componenti. Fissate la rete alla struttura dell'ombrello e infilate il rudimentale ombrellone da spiaggia al centro del tavolo; infine applicate il tessuto facendolo scendere lungo i quattro lati. Il risultato finale sarà una stupefacente serrà volante.
Ovviamente potete invertarvi qualsiasi cosa, l'importante è che rispettiate ogni accorgimento che vi ho dettato in precedenza, per il resto... sbizzarritevi!! October 15 GLI STILI TRADIZIONALIEccomi di nuovo, in questa seconda puntata per aspiranti bonsaisti, chissa che qualcuno non si sia gia appasionato ed abbia approfondito gia il discorso... Dopo aver fatto luce sulla storia Bonsai oggi andro a presentare i vari stili ai quali il bonsaista si potra ispirare. Non sono regole da seguire ciecamente in quanto vi consiglio di estrapolare la forma e lo spirito del vostro Bonsai attraverso la vostra creativita e la contemplazione. Ogni Bonsai e' unico e questi modelli fungono soprattutto come modelli di ispirazione.
Detto questo inizio con l'esemplificarvi i 5 gruppi nei quali possiamo ricondurre i nostri Bonsai in base alle dimensioni:
-MAME BONSAI: bonsai più piccoli di 10 centimetri
-MINI BONSAI: dai 10 ai 15 centimetri
-BONSAI PICCOLO: tra i 15 e i 30 centimetri
BONSAI MEDIO: tra 30 e 60 centimetri
BONSAI GRANDE: oltre i 60 centimetri.
Non tutti i bonsai possono raggiungere le stesse dimensioni; molto dipende dal tipo di albero.
GLI STILI
Gli stili come gia detto un modello d'ispirazione, non sono certo una norma da seguire tassativamente. Io stesso non di rado mi fermo a contemplare i pre-bonsai girandoli e rigirandoli, osservando da ogni angolazione le varie facciate al fine di cavar fuori dalla fantasia una figura armoniosa. Oltretutto vi consiglio di essere attenti osservatori degli alberi in natura, e' da li che provengono gli spunti più interessanti..
-STILE ERETTO FORMALE O CHOKKAN: questo stile s'ispira agli alberi che crescono nelle zone temperate dove le condizioni climatiche consentono all'albero una crescita ereta con abbondanti ramificazioni. (ad es.abeti). generalmente in un bonsai armonioso deve assumente la forma di un triangolo ed e' molto importante mantenere la proporzione tra l'altezza dell'albero e i rami.
-TRONCO INCLINATO O SHAKAN: la caratteristica principale di questo stile e' il tronco inclinato che fa a formare una sorta di S asimmetrica. Esso si piega a destra o a sinistra per poi tornare a raddrizzarsi. L'apice non torna pero a coincidere e ad allinearsi col tronco.
-STILE A SCOPA O HOKI-ZUKUAI: si tratta di un bonsai che presenta un notevole numero di rami che partono da un solo punto. Per fare cio e' necessario intervenire in modo rastico, e lo stesso accade in naturas dove e' estremamente difficile trovare alberi che presentino queste caratteristiche, salvo che per i casi d'intervento umano con intense potature.
STILE ERETTO INFORMALE: uno degli stili che piu mi piace, con le sue forme morbide ed ondulate ed i palchi che sembrano cuscinetti d'ovatta verde. Concede ampio spazio alla creatività e la sensibilita del bonsaista e' possibile incontrare forme analoghe in natura, soprattutto nelle zone con forti contrasti climatici. Le piantine crescono rapidamente l'estate; con ogni probabilita alla fine di essa saranno gia presenti foglie medio grandi che faranno inclinare il tronco. In inverno poi, le foglie di alberi più grandi la copriranno facendone incurvare ancor di più il tronco. Nel periodo della gemmazione la pianta tornera a raddrizzarsi mantenendo però la curvatura assunta durante l'inverno.
TORMENTATO DAL VENTO O FUKINAGASHI: questo stile imita gli alberi che affrontano avversita come vento o neve, e per via dell'assenza di flora circostante ne vengono "modellati" e "malmenati". La sardegna ne e' piena! Schier infinite di alberi inclinati nella stessa direzione a causa del forte vento che ne mina la capacità eretta. Uno spettacolo fantastico.
A CASCATA: Molto bello e particolare. Si tratta di alberi che crescono in prossimita dei precipizi in condizioni a dir poco estreme. L'albero e' completamente inclinato verso il basso.
AGGRAPPATI ALLA ROCCIA: a dir poco suggestivo lo spettacolo visivo che vi si presta davanti, questo stile presenta notevoli difficolta di coltivazione e si consiglia percio di provare solamente una volta raggiunta una certa abilita. L'albero cresce abbracciato ad una roccia ricalcandone le forme.
GRUPPI E BOSCHETTI O YOSE-UYE':si tratta appunto di gruppi di alberi messi insieme proprio per evocare l'immagine di un bosco. Generalmente vengono preferiti numeri dispari che e' disponibile disporre secondo schemi che ricordano i moduli calcistici.I boschetti possono essere formati sia da alberelli che presentino lo stesso tronco oppure alberelli distinti posizionati appositamente. Di solito i tronci più grossi vengono posizionati in primo piano.
Queste che vi ho illustrato sono le tecniche principali sviluppate dalla disciplina. Tuttavia esistono anche altre tecniche, alcune delle quali molto estreme. Tuttavia queste sono quelle che e' possibile ritrovare su quasi ogni manuale. In successivi interventi vedremo come ottenere queste forme attraverso l'applicazione del filo e altri piccoli segreti.
E' possibile visitare tra gli album la mia personale Gallery di Bonsai e pre-bonsai 2007...
---Stifler---
July 19 LA NASCITA D'UNA RUBRICA--BONSAI IN EVOLUZIONEEccolo di nuovo!!
Forse qualcuno si sarà chiesto che fine avesse fatto Stifler,
quel qualcuno che amava silenziosamente leggere senza commentare..
O forse qualcuno avra pensato che per fortuna non parlavo piu anche se gli dispiace un po non poter criticare (vero Occidente!)
Qualcuno avrà semplicemente pensato..
"..AH..!!??!!.. STIFLER?!?!"
Comunque eccomi, dopo una lunga sessione appesantita
dalla calura estiva e quindici giorni in Sardegna, luogo dove uomo
e natura hanno trovato un buon compromesso.
A parte un po d'abusivismo, villette che spuntano come funghi tra
le colline granitose a piombo sul mare che rovinano
uno degli spettacoli piu belli della terra..
Beh e' cosi da sempre
la natura crea, l'uomo distrugge.
Volevo tornare abbandonando un po i vecchi dibattiti (facciamo goder l'estate anche a preti e politici) creando questa rubrica -BONSAI IN EVOLUZIONE-
Da qualche mese mi sto dedicando alla pratica dei bonsai.
In questa rubrica inseriro il lento evolversi dei miei futuri bonsai, le loro trasformazioni, aggiungendo anche spiegazioni e tecniche tratte da manuali vari per far scoprire a voi lettori quest'affascinante mondo che anch io sto scoprendo pian piano.. Accettando anche, se passassero di qua, critiche e dritte di veterani bonsaisti.
Per inaugurare questa rubrica, che spero abbia i favori dei piu,
volevo innanzitutto inserire un breve sunto su questa pregiata arte, che non tutti conoscono bene e poi presentare tre delle mie creaturine che suscitano in me grande interesse e soddisfazione...
--BONSAI-CHE???--
Alcuni di voi sicuramente appartengono a quella categoria di persone che credono che il bonsai sia una pianta, una vera e propria specie che chissa perche la natura ha deciso di lasciar piccina piccina.
Un bonsai in realtà, può essere una qualsiasi pianta, dalla quercia al pino, che attraverso tecnica e pazienza si puo trasformare in un piccolo alberello di ridotte dimensioni.
"bon"(vaso) e "sai"(pianta) dal giapponese. Perciò il bonsai e' una pianta coltivata in vaso. Lo scopo di questa disciplina di origine cinesi (peng-jin, v secolo) e poi diffusasi in giappone, era quello di riprodurre in dimensioni ridotte la bellezza di una pianta cresciuta nel suo ambiente naturale.
Per gli antichi cinesi l'osservazione dei vecchi alberi li spinse ad utilizzare le loro capacità contemplative, mediante la meditazione l'io si spogliava del suo significato individuale ma nello stesso tempo contribuiva al raggiungimento di una dimensione trascendente. Nei loro bonsai caratterizzati da tronco segnato dal tempo e chioma giovane esprimevano la potenza dell'energia vitale
e la vittoria sulla morte.
I giapponesi invece attribuirono a questa coltivazione un significato piu umano: espressione del dominio dell'uomo sulla natura grazie
alla sua capacità di sviluppare tecniche particolari e senso artistico.
Oggi quest'antico pensiero s'e trasformato in una vera e propria disciplina artistica, un mezzo per esprimere la propria personalità e originalità.
Inoltre posso garantirvi che e' un ottimo metodo di rilassamento,
una via d'uscita dei problemi quotidiani che favorisce il riposo mentale
e, in un certo senso ci fa avvicinare al quel mondo smarrito, quella natura racchiusa dentro di noi.
3 CREATURINE
La prima creaturina è un fico, che per la sua rapida crescita,
permette un rapido evolversi delle forme e adatto per le mani inesperte,
in quanto puo resistere anche a qualche tragico errore come e' successo
a me alla prima piegatura del tronco che praticamente ho spezzato.
Fortunatamente cresce velocemente e sono riuscito a rimetterlo in sesto.
E' un po spoglio a causa delle continue defogliazioni che pratico e medito
se tagliare i due rami laterali per favorire i piccoli. Ma per il momento aspetto.
La seconda e' una piccola quercia, sradicata da un prato ha sofferto molto il drastico mutamento ambientale. Apparentemente morta, successivamente ha avuto una bella rinascita. Ora e' un carinissimo esemplare di 8 cm,con gia una curiosa piegatura.. non e' di certo un bonsai ma ha un futuro promettente..
L'ultimo e' un vero bonsai, ora mi sfugge il nome della pianta.
Mi e' stato regalato praticamente moribondo, in un vasetto di altezza 1cm e largo 10, dove pero a meta vaso e' stata sistemata una roccia, quindi il suo spazio
per sviluppare le radici era veramente limitato data la sua ramificazione.
Dopo le prime cure la situazione peggiorava e cosi ho deciso un drastico intervento..
Cambio vaso, sali minerali e taglio di molti rametti ormai spogli..
Ora, dopo 20 giorni si puo dire che si sia notevolmente ripreso percorrendo l'autostrada verso un lento ma graduale rifogliamento..
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