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26 ottobre C'è sempre un'ora da recuperareSe mi cercate mi troverete il 1° gennaio 2035 davanti al colosseo. Non sento fame Né sete. Non qui, ora. --Stifler-- 25 settembre PASSEGGIATA D'ESTATE![]() "Una briciola d'oro non può comprare una briciola di tempo." Proverbio cinese Siamo evanescenze furtive d'un esistere in una sera di luglio insignificanti fette di mondo in un piccolo parco aggregate. Ed è tra il confuso vociare il procedere a stento tra i suoni che s'erge, splendido e chiaro il brindar d'una fontana solitaria. Sola nello scorrere. Sola nella memoria. Sola. Custode del tempo andato o non ancora arrivato di brandelli di vita passata o ancora solo sperata. Custode di ricordi di vite in transito di una sera di luglio di chi ride o canta di chi si ubriaca. Custode romantica di chi si ama di si dice addio. Custode dell'eterno delle mille parole dette Ogni sera Una delle tante. -Racconterai di noi domani e del nostro imperfetto scorrere? "Per non essere gli straziati martiri del Tempo, ubriacatevi senza posa! Di vino, di poesia o di virtù: come vi pare." --Charles Baudelaire-- 05 luglio L'INETTO INESATTO --piccoli esempi di malinconia domenicale-- E' uno strisciare dolente che si ripete la spensieratezza di cicale cantati, l'estivo confine alle mie carceri: inetta esattezza di un delirio inesatto. Sepolto tra le infinite cartacce un libro che dovrei studiare. Li rimane, semplicemente lì all'ombra di pulviscolo e pensieri danzanti sul filo dell'incompletezza, l'errata emozione dell'essere niente -sempre- e l'essere tutto qualche ora soltanto. Difficile essere estranei al proprio tempo vivere come un livido cielo d'estate o pioggia bagnante l'incompiuta stagione che fa tacere le festanti cicale. Difficile spiegare il piacere dell'essere sospesi nell'Anacronismo con una penna ed un taccuino leggendo poesie, ascoltando Wagner. --Stifler-- 24 giugno TEMPO DEL NONTEMPO Siamo solo l'illusione evolutiva d'una superiorità con piedi d'argilla. Dilemma tra una conoscenza scientifica e conoscenza di se stessi, tra un sapere legale ed un sapere andar oltre. Passeggeri di un treno senza destinazione, eterno divenire o temporaneo transito? Pendolari di un esistere estraneo alla vita stessa che non sanno se la realtà sia la fissità pragmatica del vagone o l'impalpabile varietà oltre il vetro. Fissità per un inezia, forse pigrizia o paura di spingersi altrove. --Stifler-- 06 aprile IL FANTASMA DI UNA PRINCIPESSA![]() Dicono ci sia in una taverna -antico palazzo dei Chigi- il fantasma di una principessa anima silenziosa e dolente. Mentre risuonano rumori di stoviglie e mascelle masticanti ella, con passo garbato, ansiosa sfiora le mani agli ignari clienti. Troppo presto morì non conoscendo amore alcuno spirò senza che la si potesse amare. La sua beltà libera dal corpo vaga in eterna inquietudine cercando amore che l'onori e l'esalti. - Oh triste principessa, ti vedo, vuoi sedurmi ed io a te. Che immagine gaia e che nobili pose! Tremo all'ondeggiar delle tue vesti ad ogni movimento ch'esalta eleganza muoio un pò, esalando voluttà sopite. Parli d'amore a me che da sempre i sentimenti son tormento. T'ascolto, come s'ascoltano le opere sublimi. Principessa il tuo dolore è anche il mio, eccoti! Gli occhi enigmatici la folta chioma, la pelle rosata l'odore di fragranze perdute. Amabile visione evanescente se potessi afferrarti t'amerei sciolgiendo il sortilegio del tuo martirio ma sei essenza di una perfezione che posso solo contemplare. --Stifler-- 20 febbraio DATEMI UNA MANO...![]() E fu così che le parole inseguendo la luce
zigzagando tra forme artificiose e sofistiche
trovarono un giardino dove un fiore -al solo annusarlo-
tramutava ogni pensiero in gocce d'ambra.
--Stifler--
Cari visitatori vi chiedo con questo breve post di darmi una mano. C'è un concorso letterario al quale vorrei partecipare. Si possono inviare da una a tre poesie. Quello che chiedo a voi è, data la mia scarsa capacità di autovalutazione, di scegliere tra le poesie da me inserite in questo blog quelle che ritenete più belle, che più vi sono piaciute, o quelle più scadenti per farmi perdere volontariamente(Bruce lo so che tu sceglierai questa terza opzione.. :) )
19 dicembre UN COMPLEANNO Amica, quale dono per un così gaio giorno
può eguagliare il sorriso d'un giorno qualunque?
--Stifler-- 11 dicembre TRAMONTO![]() Oggi diluvia, ma questa era li ad aspettare
di prendere vita, tra le righe di un quadernino.
scritta in un tramonto di fine settembre..
Così muore il sole nel profondo mare
laddove ogni sera esso giaciglia.
Alto e fulgente nel giorno limpido
ha illuminato boschi e montagne
rallegrato di vivi colori l'etereo manto
scaldato la roccia dove la lucertola vigila.
Poteste voi esser liberi come le lucertole
che ne fareste mai delle ore di luce?
Scende - stanco- spegnendo in perfetto arco
e mentre si scalda di un melenso ardore
tinge di un purporeo miele le nubi lontane.
Lentamente spira nelle profonde acque
mentre s'accendono le città degli uomini
e le rondini inseguono gli ultimi bagliori
in una danza di ringraziamento - sacro inno -
per poi ritirarsi tra le fronde dell'oscurità.
Non c'è più niente, solo un nero ribrezzo
un popolo di ombre silenziose che immobili
ascoltano storie del mondo narrate dal mare.
--Stifler-- 27 novembre RABBIAPerchè Cielo? Perchè hai privato
la notte della ridente luna
l'albero delle piogge feconde
il grano dei placidi venti
la marea dei flutti salmastri
il vascello di candide vele
la gioia di fulgidi raggi,
della Vita l'Amore?
-Perchè Cielo? Perchè Cielo,
perchè non t'oscuri per sempre?
--Stifler--
Eri per me quel tutto, amore,
per cui si struggeva la mia anima-
una verde isola nel mare, amore,
una fonte limpida, un'ara
di magici frutti e fiori adornata:
e tutti erano miei quei fiori.
Ah, sogno splendido e breve!
Stellata speranza, appena apparsa
e subito sopraffatta!
Una voce dal Futuro mi grida
"Avanti, avanti!"-ma è sul Passato
(oscuro gurgite!) che la mia anima aleggia
tacita, immbile, sgomenta!
Perché mai più, oh mai più per me
risplenderà quella luce di Vita!
Mai più - mai più - mai più
(è quel che il mare ripete
alle sabbie del lido) - mai più
rifiorirà un albero percosso dal fulmine,
ne potrà più elevarsi un'aquila ferita.
Vivo, trasognato, giorni estatici,
e tutte le mie notturne visioni
mi riportano ai tuoi grigi occhi di luce,
a là dove tu stessa ti porti e risplendi,
oh, in quali eteree danze,
lungo rivi che scorrono perenni
A una in paradiso - Edgar Allan Poe
Io non so se Dio esiste
ma se esiste spero che abbia una buona scusa
Woody Allen 10 novembre LA MENTE LIBERAper te che vuoi tornare a danzare, volare, perderti...
Ti porterei alla scoperta dell'ignoto
oscura dimora dello spirito
per aprire mistiche porte e botole
varcare soglie ovattate, scivolare
su tappedi di neve immensi e casti
lasciando la mente sola, fluttuante,
a violare sentieri di candido miele.
Inebriati da flutti soporiferi, incoscienti
in uno stato di primordiale libertà
gonfiare le vele di assurde voluttà.
Al di là della ragione, degli uomini
al di là dei vincoli, delle inibizioni
sorvolando miasmi ed arie infette.
Al di là di cieli lividi e nuvole dense
degli astri fulgenti, della materia oscura
della conoscenza, oltre il sensibile.
Da cupa realtà ad eterea purezza
come bambini alati, anime danzanti
in un infinito gioco di linee e forme.
--Stifler--
24 luglio RUMORE DI FONDO
Guaire di cani stridio di gatti
lamenti di vacche insonni.
Lo sbuffo di un comignolo
grigiore denso nella notte nera.
Ronzio d' un centauro
dalla faccia rigata di fredde lacrime.
Un auto a passo d'uomo,
macabra fantasia quel motore lento!
Tonfi sordi di chissa quali oscuri lavori
calpestio ovattato e clandestino.
Bisbiglio di foglie e vento
quale terribile presagio mi narrate?
-Com'è oscura e misteriosa la notte
vibrante di suoni macabri, tra tutti
l'eco del silenzio è il piu terrificante
--Stifler-- 03 luglio Senza titoloCome mi turba udire certe inezie.
che nausea le vostre esistenze
cosi ridotte in brandelli di vacuita
sminuzzate, deboli e incapaci
di leggere in esse la friabilità
Che rabbia i vostri rantoli notturni
come gemiti di bestie epilettiche!
Neanche i grandi attori nel dolore
san fingere sorrisi in istanti di vita fatua.
Continuate, continuate. Vi farete a pezzi
l'un l'altro, arto per arto
vomitando l'odio ch'avete dentro
versando lacrime di sangue e veleni
che berrete fino ad essere dannati,
Che urla! Che strepiti! PAzzi pazzi!
Credete che serva maledire il sole?
Come se l'amore versato in teneri raggi
manchi in pienezza e sia colpevole, lui,
se a voi il cuore non pompa che ghiacci.
Guardate quell abisso nero e gelido
come divora anime e ne fa ombre,
spettri fluttuanti nelle tenebre
come nuvole vaganti in cieli lividi,
cari angeli corrotti ai malaffari
abbandanto in un angolo di lucidità
muto v'osservero dissolvere
Stifler 04 giugno IL GIUOCO DELLE RIME
Da qual tempo che mi lessi
la poesia t'è nata come le messi.
cosi tu le visite vuoi azzerare
sai tra rime non aman navigare
Fa niente. Si scrive per diletto
non pel visitatore rozzo e inetto.
E chi la musica non capisce
ecco un coro e un muso a strisce
bandiera sciarpa e radio
che se ne vadan allo stadio
qui solo poesia e rima per volare
questa è la mia spada, vuoi duellare??
Orbene qui s'è in tanti
a giuocar a far i poetanti
seppur a volte in pochi
acconsenton a questi giuochi
Che sian zero o che sian molti
che sian saggi o che sian stolti
la mia sfida è assai carina
chi commenti faccia in rima
--Stifler-- 12 maggio LUCE
Come lampi che attraversano sonni silenti
cosi noi, in preda alla luce
cavalchiamo le onde del silenzio
soffocando spasmi in desideri ovattati.
Il buio con i suoi mille occhi
custodira in eterno la nostra danza,
e per onorarlo ci illumineremo come lucciole,
laasciando scie dorate nell'oscurita.
__Stifler__
07 maggio ZOMBIE
Stridio lontano d'un treno in arrivo
fendendo l'aria del giorno plumbeo
scuote i miti uomini dagli sguardi di ghiaccio
eternamente estranei ai suoni dall'animo urbano.
Che angosciosa melodia quell'incontro di metalli
come un violino scordato s'incunea nei cuori,
Oh quanto dolce e fluida sarebbe
la marcia delle rondelle stonate
se scorressero ululando su binari umani!
E che coro gracchiante d'occhi inorriditi
s'innalzerebbe, volteggiando nel vento
scolpendo figure d'un antico dramma:
mai sara tradita una sol promessa,
siamo uomini gia morti!
Ed ecco, li, tra i clamori, lo scheletro di un uomo
totalmente calmo raccogliere brandelli
continuando la sua umilante attività
seppur di questo non sentendosi umiliato.
"Oh com'e' bella la vita" ripeterà cantando
d'alba in alba nel sentiero delle sue giornate.
-Spazza buon uomo!
Spazza via da sotto quei piedi di piombo
le lacrime indurite delle loro illusioni,
un altro treno è passato solcando anime e vento!
--STIFLER-- 24 aprile Inno alla scuola e alla spensieratezzaVorrei tornare tra i banchi
incisi e scarabocchiati
d'aule esiliate dal tempo,
anello d'un comune destino.
Come schiavi sognare evasioni,
fughe nelle nuvole dense
aldila dei vetri opachi
prigioni del nostro riflesso.
Nei tanti volti compagni
coglier le sfumature di se
sbuffando all'unisono
scambiando delizia e supplizio.
Apprendisti alla vita
dall'anime belle e gaudenti
fluttanti nelle voluttà
in un microcosmo senza fine,
nei nostri cuori scorreva il Lete
pulitore di paure e inganni,
fiori sbocciavano dai cervelli,
olezzi dei primi ardori.
S'aspettava impazienti
d'incontrar la vita vera
coi fiori e il cuore nel Lete
inebriarla di pensieri aulenti!
-Poi capimmo il dramma
solo l'incessante scorrere del tempo!
--Stifler-- 07 marzo MA TU ASPETTAMI
T'aspettavo mia adorata.
Profumata dea dalle ali di ghiaccio
tutto lavi e fecondi
le ferite di noi malinconici
ripulisci e purifichi.
Gli alberi accarezzi e la terra abbracci,
gli esseri della terra
fai ritirare nelle loro tane
ed il cielo col suo abito scuro, quel vanitoso,
come in te si specchia!
Domani mi svegliero
saro un punto finito tra due infiniti,
avro dinanzi il mare e il deserto alle mie spalle.
Non seguirmi!
Ho voglia di abbracciare il sole
tuo eterno rivale in amore,
contare i suoi raggi, che infrangendosi sulla mia pelle
asciugheranno i tuoi baci, mia dolce pioggia!
---Stifler---
03 gennaio CAPODANNO A NAIROBI
Come dorme il mondo all'eco degli strepiti.
Non urlano più non danzano più.
Non un ronzio.
S'abbandonano stremati, i leoni domati
che il ruggito hanno sacrificato allo sbadiglio
tornano mesti nelle loro gabbie quotidiane.
L'invisibile burattinaio dai sadici piaceri
così sigilla ogni sua opera -atto finale-
ecco la firma ad un altra celebre annata.
Esilarante seppur scontanto,
ogni pulpito ormai in un putrido archivio
non e' che che mangime per famelici statistici,
sudici vermi nel fango d'una cantina umida.
Orge balorde, urla goderecce.
Immagini che tornano vivide in sogno:
Uomini festanti spuntano da baratri infernali
con occhi febbrili ed assetati
impugnano calici come spade luccicanti
bevendo il liquido denso che ne trafigge il cuore.
Agghindati e coi volti dipinti
s'immolano folli per il nuovo venuto
come per un antico rito sacrificale
donando dita braccia o gambe,
un occhio o la vita intera!
E come gode del suo silenzio il barbone
attaccato alla vita per l'amore di sé
eroe dall'armatura di cartone
riposto in un angolo protetto
si nutre delle abbondanti porzioni
della società degli sprechi.
Case viuzze taverne boschi mari,
in ogni briciola di mondo un uomo c'è
con spumante e sguardo all'orologio.
Soltanto un funebre marmista, silenzioso,
con amaro scrupolo maledice il suo lavoro
incidendo s'una lapide il nome Benazir!
Il cielo s'accende di bagliori pittoreschi
pioggie d'argento e lapilli infuocati
sguardi di metallo verso quel firmamento artificiale
oh, con quale sdegno fuggono le stelle
che mai subirono un tal tradimento!
Senza spazio Né tempo.
Città gioconde mondo goliardico.
-Perfino a Nairobi nell'inferno nero
ebbri di follia si uccidono dalla gioia
brindando col sangue al nuovo inizio.
Tra le polveri uomini corrono svelti
lesti come scimmie, quatti felini
avvolti in sudari di sangue,
ansimanti dietro pareti traballanti
tra le tenebre attendono il giustiziere
allo schiocco della mezzanotte. Uno sparo.
Neanche il tempo di dire buon anno!
---STIFLER---
12 dicembre TRAPPOLA
Qual senso d'immobilità m'invade
in quel profondo scantinato
fetido e lugubre ch'è l'anima
in questa notte d'agghiacciante silenzio.
Incagliato come una nave tra i ghiacci
e valorosi navigatori che al furore
han sostituito la rassegnazione
vinti nell'inferno polare,
in un angolo privo di cielo
accarezzo sagome nell'aria
cercando in quelle vuote figure
l'ardore che sciolga la trappola di cristallo
liberando l'urlo della voce muta.
Non s'ode se non malefico rintocco
ed il brusio d'un invisibile tormento.
Vuoto nel vuoto, le parole
non soccorrono nell'enorme bianco
-Che il tempo mi liberi
dalle fosche pareti schiaccianti
dai deliri dell'io bramoso
contorto dagli spasmi
come un tossico dalla dipendenza,
mi doni alberi e vele
che diano vigore al vascello in pino artico
conducendolo nel più intimo dei sogni.
---Stifler--- |
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