alessandro's profileForse erano i sogni di A...PhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    February 20

    20 FEBBRAIO 2006: MORIVA LUCA COSCIONI

    Vorrei aprire con una premessa: vorrei, che tutti quelli che passassero di qui oggi, in accordo in disaccordo col mio pensiero, lasciassero almeno una firma, un saluto a Luca Coscioni, morto il 20 febbraio di due anni fa. Ve lo Chiedo con le lacrime al cuore.....
    Riporto qui piccoli tratti delle sue parole delle sue speranze sofferenze, delle sue lotte. Riporto qui, per chi ancora non lo conoscesse chi era Luca Coscioni. Riporto qui, una piccola poesia in suo ricordo.

     

    Noi che non possiamo aspettare

    C'era un tempo per i miracoli della fede. C'è un tempo per i miracoli della Scienza. Un giorno, il mio medico potrà, lo spero, dirmi: Prova ad alzarti, perché forse cammini.

    Ma, non ho molto tempo, non abbiamo molto tempo.

    E, tra una lacrima ed un sorriso, le nostre dure esistenze non hanno certo bisogno degli anatemi dei fondamentalisti religiosi, ma del silenzio della libertà, che è democrazia. Le nostre esistenze hanno bisogno di una cura, di una cura per corpi e spiriti.

    Le nostre esistenze hanno bisogno di libertà per la ricerca scientifica. Ma, non possono aspettare.

    Non possono aspettare le scuse di uno dei prossimi Papi.

    La voce degli alberi

    "Vorrei scendere e camminare e abbracciare il vento, ma non posso. Mi piacerebbe andare incontro al temporale correndo, ma non posso. Vorrei innalzare un inno a questo spettacolo meraviglioso, ma le parole mi nascono nel cuore e mi muoiono in bocca. Dovrei essere uno spirito libero per poter gioire, ora. Sono invece un uomo provato dalla Sofferenza e dalla perdita della Speranza. Non sono solo, ma provo solitudine. Non è freddo, eppure provo freddo. Tre anni fa mi sono ammalato ed è come se fossi morto. Il Deserto è entrato dentro di me, il mio cuore si è fatto sabbia e credevo che il mio viaggio fosse finito. Ora, solo ora, comincio a capire che questo non è vero. La mia avventura continua, in forme diverse, ma indiscutibilmente continua. Nove anni fa, nel Deserto del Sahara, stavo cercando qualcosa. Credevo di essere alla ricerca di me stesso e mi sbagliavo. Pensavo di voler raggiungere un traguardo e mi sbagliavo. Quello che cercavo non era il mio ego o un porto sicuro, ma una rotta verso quella terra per me così lontana dove abitano Amore e Speranza."

    Come un muto restituì la parola a 50 premi nobel

    Alcune persone, si contano sulla punta delle dita, sostengono che io sia stato strumentalizzato. A questi, rispondo che proprio io, muto, ho, in realtà, restituito la parola a 50 premi Nobel, e a centinaia di scienziati di tutto il mondo, anche loro resi muti, in Italia, dal silenzio della politica ufficiale e del sistema informativo, su temi fondamentali per la vita, la salute, la qualità della vita, e la morte, dei cittadini italiani (...). La circostanza che una persona gravemente malata, che non può camminare, che per comunicare è costretta ad utilizzare un sintetizzatore vocale, viva pienamente la propria esistenza, questa circostanza, dicevo, rischia infatti di scuotere le coscienze, le agita, le mette in discussione. Il fatto poi che io abbia sollevato una questione politica, che non abbia accettato di rappresentare un cosidetto caso umano, che abbia scelto lo strumento della lotta politica, infastidisce enormemente. Perché, in Italia, la persona malata, non appena una diagnosi le fa assumere questo nuovo status, perde immediatamente, elementari diritti umani, e tale perdita è tanto maggiore, quanto poi più gravi sono le condizioni di salute della persona in questione. La mia, la nostra battaglia radicale per la libertà di Scienza, mi ha consentito di riaffermare, in particolare, la libertà all'elettorato passivo, il poter essere cioè eletto in Parlamento, per portare istanze delle quali nessun'altra forza politica, vuole, e può essere portatrice.

                                                                                                ---Luca Coscioni---

                                                                   

    Chi è Luca Coscioni

    "La malattia che mi ha colpito sta facendo diminuire il livello di ossigeno nel sangue e aumentare quello della anidride carbonica, poiché non c'è un adeguato scambio di aria ed è compromessa la funzione dei muscoli respiratori. E' chiaro a tutti quanto l'ossigeno sia indispensabile alla vita e quanto venga utilizzato da ogni cellula del nostro corpo. Senza di esso le cellule, e quindi il corpo, morirebbero.

    Non posso che vivere il tempo dando più fiato possibile, che è anelito d'amore e di speranza, a questa storia di libertà, di civiltà, di democrazia, di chi malato, ha il diritto civile di avvalersi del progresso della ricerca scientifica affinché il diritto alla salute, alla guarigione o comunque alla riduzione della sofferenza, vengano rispettati e non violati da una legge-dogma di Stato che in nome della fede blocca, sbarra la libertà di fare ricerca, di scoprire il mondo della vita e della natura.

    Dunque una battaglia che non può che darci maggiore consapevolezza degli sforzi che sono necessari - i cui risultati non sono almeno per ora, scontati e prevedibili - per far conoscere il valore della libertà, della ricerca scientifica, di una sorta di religione della libertà che è imprescindibile per il progresso storico - politico, della democrazia nel nostro Paese." 

    Luca Coscioni, nato il 16 luglio 1967 ad Orvieto, insegnava Economia ambientale all’università di Viterbo e si stava allenando per partecipare alla maratona di New York quando viene colpito dalla sclerosi laterale amiotrofica. Scrive Luca nel suo diario: "mi sono ammalato ed è come se fossi morto. Il Deserto è entrato dentro di me, il mio cuore si è fatto sabbia e credevo che il mio viaggio fosse finito".

    I primi esperimenti con le cellule staminali embrionali condotte sui topi dal professor Jeffrey Rothstein al John Hopkins Institute di Baltimora aprono una nuova frontiera della ricerca scientifica che potrebbe portare a curare anche la sclerosi laterale amiotrofica. Nel 2000 il Parlamento europeo vota una mozione contro la clonazione terapeutica, dopo che la Gran Bretagna aveva deciso di autorizzarla insieme alla ricerca sugli embrioni soprannumerari.

    Luca Coscioni decide di candidarsi alle elezioni online per il rinnovo del Comitato Nazionale dei Radicali Italiani, l’organo deliberativo del movimento politico noto per le sue battaglie per la laicità e i diritti civili, promuovendo una campagna contro il proibizionismo sulla ricerca scientifica. Viene eletto, e i radicali fanno della battaglia per la libertà di ricerca sulle cellule staminali il tema centrale della loro campagna per le elezioni politiche del 2001.

    Luca Coscioni è il candidato capolista ed è sostenuto da un appello firmato da 50 premi nobel di tutto il mondo. José Saramago, uno dei nobel, scrive: "forse il sostegno di un semplice scrittore come me stonerà un poco, o anche troppo, nella lista delle personalità scientifiche che, con i loro nomi e il loro prestigio, suggellano le affermazioni rese da Luca Coscioni. In ogni caso, potete disporre del mio nome. Purché la luce della ragione e del rispetto umano possa illuminare i tetri spiriti di coloro che si credono ancora, e per sempre, padroni del nostro destino. Attendevamo da molto tempo che si facesse giorno, eravamo sfiancati dall'attesa, ma ad un tratto il coraggio di un uomo reso muto da una malattia terribile ci ha restituito una nuova forza".

    Luca partecipa a dibattiti televisivi nazionali intervenendo con il suo sintetizzatore vocale, viene ricevuto dal presidente della Repubblica Azelio Ciampi e dal ministro della Sanità Umberto Veronesi, partecipa a sit-in di protesta e arriva fino ad autoridurre i propri farmaci in un’azione nonviolenta atta a denunciare l’assenza di sufficiente informazione da parte della televisione pubblica sulla questione della libertà della ricerca scientifica.

    Non viene eletto, ma pochi mesi dopo è di nuovo sostenuto da centinaia di scienziati, medici, malati e personalità politiche e della cultura come candidato per il Comitato Nazionale di Bioetica.

    Il 20 settembre del 2002, giorno in cui in Italia si commemora la liberazione di Roma dal potere temporale del Vaticano, viene fondata l’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica con "lo scopo di promuovere la libertà di cura e di ricerca scientifica, l'assistenza personale autogestita e affermare i diritti umani, civili e politici delle persone malate e disabili".

    Attualmente l’Associazione Luca Coscioni è impegnata in una campagna referendaria volta a cancellare la legge sulla procreazione medicalmente assistita, approvata nel febbraio 2004 dal Parlamento italiano, che vieta qualsiasi forma di ricerca sulle cellule staminali embrionali.

    A livello internazionale l’Associazione conduce una campagna contro la proposta, sostenuta da alcuni paesi in sede Onu, di una convenzione internazionale per la messa al bando totale della clonazione terapeutica. A questo scopo l’Associazione ha promosso nella sede Onu di Ginevra, durante i lavori della Commissione sui diritti umani, un briefing dal titolo "Libertà di ricerca scientifica e di terapia come diritto umano". Al briefing, che ha visto la partecipazione di delegati di oltre 40 paesi membri dell’Onu, hanno preso parte José Bernardo Cibelli, del team di ricercatori sudcoreani che hanno condotto il primo esperimento di clonazione terapeutica umana, e Bernat Soria Escoms, direttore del primo programma spagnolo di ricerca sulle cellule staminali.

    Corri Luca
                                     a Luca Coscioni
     
    Un tempo,
    quando la vita sgorgava a fiotti
    dal tuo cuore, amor di maratoneta,
    le tue gambe muovevano svelte
    e gli occhi s'inoltravano verso infinite mete.
     
    Sfidando il vento,
    non v'era ostacolo alcuno
    che potesse frenare quella corsa
    paura o tremore che vincessero quel movimento,
    esse, arrancavano dietro grandi falcate!
     
    L'eco dei clamori e dei miasmi
    si perdevano nell'umile mormorio degli alberi
    che gridavano "Corri Luca!"
    Il sole rovesciava le sue gioie feconde
    e tu, ne percorrevi i sentieri
    quasi a giungere al confine dei cieli.
     
    Ma il tempo, si sa, divora ampie fette di mondo
    le speranze i colori la vita intera
    e con essi, la tua corsa
    come un Dio che gode degli anatemi
    ubriacandosi di certe bestemmie codarde.
     
    La fatica scendeva nel corpo
    compagna del lieve decadimendo
    finche tutto si mosse e tu ti fermasti!
     
    Allora, le paure,
    si fecero avide e ciniche
    maligni folletti ridenti dell'orrore che in te sorgeva
    l'orrore di chi incontra il male
    di chi scopre il proprio corpe immobile
    contro ogni volontà del vigile cervello.
     
    -Come un uomo tra tanti
    diventò un grande tra pochi!
    Urlo di riscossa muta
    tra le ciarlerie vuote dei signori del male
    cultori del dolore, dello strazio ne fan ricchezza
    onorando un Dio che non c'è!
     
    Mai il coraggio lasciasti da parte
    comandante d'una guerra millenaria!
    Mai la speranza mutasti in ciecità
    nell'attesa chel medico dicesse "torna a correre"!
    Mente come gli altri più degli altri,
    ultimo martire dell'ostracismo
     
    -Così ti ricordo,
    lasciando cadere lacrime dal cuore
     
                                                        ----Stifler----