Profilo di alessandroForse erano i sogni di A...FotoBlogElenchiAltro ![]() | Guida |
|
|
16 novembre ASPETTANDO GODOT vs LICEALI![]() Sono stato a vedere Aspettando Godot al Teatro India. Uno di quegli spettacoli che già vivevano nella mia mente, desideravo vedere ed ancora non ne avevo avuto occasione. Insieme a Godot c'è la cantatrice calvad di Ionesco, Sei personaggi e Uno, nessuno, centomila di Luigi. Forse qualcun'altro che ora sfugge...
Che dire di Godot. Tutto o quasi hanno un idea vaga di chi sia questo godot. Quello strano personaggio, protagonista di uno spettacolo teatrale eppure che mai appare. E i due atti si consumano nell'attesa di un personaggio che non arriva. Sono state fatte tante interpretazione di ciò. Credo che ognuno possa dare la sua. Godot, l'attesa, l'immobilismo. Attendere un qualcosa che sia un occasione, una persona, un segno del destino, Dio. Godot è tutto e niente. Godot rappresenta gli uomini che si lasciano seppellire da se stessi, che immobili attendono un occasione che non arriverà se non saranno loro stessi a cercarla. Godot è un foglio bianco in attesa di essere scritto. Non bisogna attendere che qualcosa di carino venga in mente. Mentre aspettiamo dobbiamo scrivere quel che abbiamo di non carino, altrimenti rimarrà sempre bianco.
Trovo fantastico il testo, come trovo fantastico il teatro dell'assurdo. Per niente facile rappresentare certi testi. Nella mia personale visione della rappresentazione ho letto un messaggio all'uomo, specialmente per quanto riguarda i temi ambientali. Una sorta di "cosa aspettiamo, Godot?". La scena si svolgeva su una pedana rotonda messa al centro del palco. Un albero(più un grosso e rudimentale vaso con quattro rametti) era in un angolo della struttura.
Sullo sfondo un telo bianco dove venivano proiettati cantieri, gru, scavatori, con un atrmosfera surreale. Come a dire l'uomo che seppellisce l'uomo sotto le sue stesse macerie. Il pianeta dell'uomo usato fino all'ultimo granello. Cosa aspettiamo a fare qualcosa? Aspettiamo godot...
Magari sarà un immagine marginalista, ma spesso i significati sono più semplici. Spesso ricerchiamo la complicatezza ma è nella semplicità che viaggiano i messaggi più forti. Perché le gru altrimenti? e la pedana tonda? Potrebbe benissimo essere una terra, una terra dove, degli uomini ormai alla perdizione, sotto un albero secco aspettavano Godot, convinti che Godot cambierà le loro sorti. Ma Godot non arriverà mai....
Tra gli attori, che sono stati tutti molto bravi (beh, il ragazzetto che diceva "Si signore" lo saltiamo...) ce n'era uno che si portava in faccia un viso già visto. Molto molto bravo. Ma chi è? Ho dovuto aspettare la fine dello spettacolo, che uscisse dalla sua maschera teatrale per riconoscerlo. Da non credere. Li vedi nelle fiction e sono una cosa. Lì vedi a teatro e sono totalmente altri attori, Sarà la tecnica che è diversa o sarà la magia di un posto incantato. Sarà che in tv vedi le immagini cambiare continuamente, in teatro invece hai quell'attore costantemente sotto tiro. Nei respiri, nell'impercettibile smorfia del viso o contrazione del dito. Fatto sta che a me, quest'uomo che si chiama Gigio Alberti è sembrato decisamente più bravo in teatro. Chi è costui? Beh, guardate la foto in alto e ditemi se lo riconoscete. Poi guardate il trailer dello spettacolo http://www.teatrodiroma.net/adon.pl?act=doc&doc=953. Infine guardate la foto qui sotto. Ebbene sì. Quel vagabondo dalla voce roca e i capelli scarmigliati è proprio il preside dei liceali(ha fatto molti altri film). Già non c'è niente di male (a far marchette?)... E' che il mio stupore è dato dal fatto che troppo spesso attori da fiction sono impegnati in spettacoli di basso profilo, commedie rappresentate al Sistina o al Brancaccio. Non mi aspetterei mai il Preside dei Liceali al Teatro India, uno dei teatri che preferisco, molto attento ai più moderni linguaggi del teatro e alla scena sperimentale. Beh, che dire. Eliminare certi tipi di pregiudizi... e se mi capita una marchetta come una fiction non rifiutare! :)
--Stifler--
![]() 22 aprile RUMORI FUORI SCENA
23 marzo Angels in America al Teatro India Sarà in scena al Teatro India di Roma fino al 29 Marzo Angels in America, spettacolo che partendo dall'America attraversa l'oceano per giungere fino a noi. Angels in America nasce come testo teatrale negli anni 90 per mano di Tony Kushner, cavalca con successo le scene teatrali di tutto il mondo, passa per il cinema attraverso le mani di Al Pacino per ridiscendere ora al suo stato embrionale. Spettacolo che ha portato fortuna alla compagnia dell'Elfo che dal debutto nel 2007 porta in tourneè questo spettacolo inanellando una serie di premi importanti: Premio ANCT (associazioni critici di Teatro), Premio Ubu 2007 per l'Attore non protagonista e per il Nuovo Attore under 30, Premio Hystrio alla regia 2008, Miglior regia e Miglior spettacolo di prosa Premi Olimpici per il Teatro 2008. Nonostante le 4 ore di rappresentazione è uno spettacolo che tiene incollati al seggiolino per la complessità dei temi trattati. Ambientato nella New York degli anni 80 si seguono le storie parallele di due coppie: la relazione gay tra Prior Walte, che scopre di essere malato di AIDS, e Louis Ironson e il matrimonio fra l'avvocato mormone Joe Pitt e Harper, giovane moglie depressa. Attorno alle due coppie ruota la figura dell'avvocato realmente esistito Roy Cohn, morto di AIDS a 59 anni. Personaggio dal vago sentore Berlusconiano. Stessa superbia e smania. I temi affrontati sono notevoli, dal dramma dell'AIDS, alle discriminazioni, le identità sessuali e razziali, potere, politica, religione. Un dramma contemporaneo che mescola le varie carte affrontandole in modo serio, ma senza annoiare, trasmettendone il dolore ma senza angosciare. La sofferenza dell'abbandono di cui è vittima Prior, la solitudine di Harper simbolo delle casalinghe americane, infelici ed impasticcate. Temi scottanti smorzati di tanto in tanto da spruzzi d'ironia presenti nel testo che, grazie alla bravura degli attori è arrivata fino al pubblico, spesso spesso saltellante sul suo posto per una passeggera risata. Attori veramente bravi, promuovendo (a mio personalissmo gusto) Elena Russo Arman nell'interpretazione di Harper. Comunque tutti ottimi, non facile affrontare un testo così lungo. La scenografia è frutto di una "contaminazione cinematografica", i caratteri del teatro si mescolano all'avanguardia tecnologica. I cambi scena sono fatti sotto gli occhi di tutti, apprezzo molto questo teatro che decide di non nascondersi e cambi volto nei momenti di buio (scelta inoltre obbligata dato che L'India non ha sipario). Spazio ampio e semivuoto, riempito dalle immagini proiettate sulle pareti che permettevano un rapido passaggio da Central Park a Salt Lake City, fino ai ghiacci dell'antartide. Suoni e voci che si fanno echeggianti e ridondanti per segnalare diversi livelli di realtà. Verità e allucinazione, una altalena ricorrente. Forse alla fine l'ago della contaminazione ha pesato più dalla parte del cinema che del teatro, con il rischio che l'ultimo quarto d'ora rischiava di stendere un velo grigiastro sull'intera rappresentazione, che senz'altro merita i premi ricevuti. Probabilmente scelte obbligate per non stravolgere il finale originale, ma la cascata del soffitto e l'angelo che nella scena finale irrompe sfondando la parete mettendo fine in modo profetico allo spettacolo, cercando di portare una luce che apra gli occhi a questo millenio, confuso ed infelice, sono state forse un pò troppo cinematografiche. Ma a parte queste due sbavature, il resto sono applausi: alla regia, agli attori, ai truccatori, agli scenografi. Da non perdere. 19 marzo Macbeth.. Teatro india.. 16.03.07
Doveva pur morire, presto o tardi;
il momento doveva pur venire
di udir questa parola...
Domani, e poi domani, e poi domani,
il tempo striscia, un giorno dopo l'altro,
a passetti, fino all'estrema sillaba
del discorso assegnato; e i nostri ieri
saran tutti serviti
a rischiarar la via verso la morte
a dei pazzi. Breve candela, spegniti!
La vita e' solo un'ombra che cammina,
un povero attorello sussiegoso
che si dimena sopra un palcoscenico
per il tempo assegnato alla sua parte,
e poi di lui nessuno udrà più nulla:
e' un racconto narrato da un idiota,
pieno di grida, strepiti, furori,
del tutto privi di significato!....
16.03.2007 teatro india, roma... ....un interpretazione assolutamente straordinaria da parte della compagnia LE BELLE BANDIERE, per il piacere di chi sedeva tra il pubblico.... |
|
|