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la cosa piu grande che tu possa imparare nella vita e' amare e farti amare...
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personaggi da tenere sott'occhio
August 08

BUONE OLIMPIADI

Oggi partono le olimpiadi, grande manifestazione sportiva. Un tempo si fermavano le guerre. Era momento di pace, oggi speriamo venga messo fine alle tortute, alla censura, ai diritti umani al reato d'opinione, allo sfruttamento dei minori dei lavoratori. All'uccisione delle figlie femmine... A tante piccole pecche di un paese immeritevole d'essere rappresentante di questo grande evento. Cosa fare?? Ormai niente, augurare buone olimpiadi agli atleti ed attaccare una bella bandiera tibetana sul nostro balcone.

Acquista su www.associazioneaglietta.it

INoltre segnalo l'evento di oggi ad Assisi in cui si sfilera per il tibet e per una cina democratica in concomitanza con l'apertura dei giochi ed una mostra fotografica  “Il Futuro del Tibet”.

Si tratta di 20 pannelli ricavati dagli scatti fotografici effettuati da Marilia Bellaterra e da Giovanni Vuono ed ha come protagonisti esclusivi i volti di bambini tibetani, ripresi due e tre anni fa, nei territori dell’altipiano tibetano, all’interno di missioni di solidarietà internazionale.

La mostra, allestita in collaborazione con l’AREF – Associazione Rina e Franco Bellaterra, onlus - sarà visibile all’interno del Salone del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, in via di Torre Argentina 76, al terzo piano.

L’esposizione, prevista per il periodo dei Giochi Olimpici di Pechino, avrà durata per tutto il mese di agosto.

 

Saluti Tibetani

Nello stesso salone del Partito Radicale campeggia una gigantografia, prodotta dallo studio La Sterpaia di Oliviero Toscani, che riproduce un corteo di monaci buddisti birmani, scalzi sotto la pioggia, in cui è stata inserita la figura di Benedetto XVI in sontuoso abito d’oro.

Ulteriori informazioni nell’intervista effettuata il 30 luglio da Radio Radicale a Marilia Bellaterra:

http://www.radioradicale.it/scheda/259581/tibet-intervista-alla-fotografa-marilia-bellaterra-dellassociazione-aref

August 05

IL LAGO DELLE EMOZIONI

E' veramente difficile trovare qualcosa che sappia veramente emozionare, impressionare, emozioni pure e celestiali.
Eppure ci sono delle volte in cui rimaniamo come incantati, storditi estasiati completamente avvolti in una bolla di immagini surreali. Vortici colorati e l'anima leggera si innalza oltre igni astro. SU. Nello spazio riservato ai sogni e ai mondi interiori, quali universi sensoriali credendo quasi di morire, di dissolversi e divenire emozione pura, una gocciolina d'essenzialità spirituale che rimane a vagare nell'universo sospinto da suoni e immagini leggiadre. Tornando sulla terra camminiamo storditi e barcollanti, assuefatti ed angosciati dagli effetti collaterali. Quel paradiso sensoriale ci ha inebriato, ci ha fatto vivere una frazione di tempo immensa ed ora è volato via, lasciandoci qua con le briciole di quelle emozioni che ancora a scatti percorrono spingendoci a ricercare gli altri brandelli schizzati via.... Dov'è? Dov'è quell'emozione? Vorrei catturarla rinchiuderla nel cuore. Inebriarmi a grandi sorsate, sbronzarmi morire di nuovo dissolvermi. Morire, dissolvermi...
Dov'è quella gocciolina emozionale, altre vole mi sono emozionato, con una poesia, con il custode dell'acqua il macbeth di elena bucci e marco sgrosso o la notte delle lucciole.... Brividi. Eppure, qualcosa di piu forte poteva ancora esserci e mai gli effetti di un emozione si sono protratti cosi a lungo, mai una musica ha rievocato dolci sensazioni cosi a lungo, continuando a stordirmi e inebriarmi. Non avemo mai visto uno spettacolo di danza classica ed ora ogni volta che ascolto il lago dei cigni di Tchaikovsky sento molecole ed endorfine invadermi il sangue, come se i miei occhi stessero ancora li, incollati e fissi su quel vortice, quel turbinio di gambe e corpi, quei cigni danzanti sulla superficie di un lago, quell'amore più forte dei sortilegi che resiste ai dolori librando sull'acqua. E m'innalzo con loro seguendone il volo... E' ancora qui, nei miei occhi, nella mia pelle... M'inebria.. Muoio mi dissolvo..
 
Mia cara la luna è tua. T'amero sempre e ti giuro amore eterno, sciogliero l'incatesimo e danzeremo per sempre, mio cigno, sullo specchio di questo lago... Per la vita, oltre la morte, un emozione vibrante....
 
 
--Stifler--
 
July 30

SALVIAMO AZIZ

In questi giorni, in Iraq, è in corso un processo farsa che con ogni probabilità è destinato a condannare a morte il cristiano caldeo Tareq Aziz, il numero 2 del regime criminale che è stato guidato per decenni da Saddam Hussein.

A Tareq Aziz è stata negata ogni garanzia processuale. Non ha un collegio di difesa, dopo che il suo avvocato iracheno ha abbandonato il Paese per paura di essere assassinato, come è già accaduto all'avvocato difensore di Saddam Hussein. Ad Aziz è stato impedito anche di essere assistito da avvocati stranieri che ne hanno fatto richiesta.

Dopo la straordinaria iniziativa nonviolenta, parlamentare, istituzionale e di opinione pubblica che il 18 dicembre 2007 ha portato all'approvazione della "Moratoria Universale della pena di morte" da parte dell'Assemblea Generale dell'ONU e, in coerenza con tale storico risultato, umanamente oltre che politicamente rilevante, noi sottoscritti, oggi, diciamo e chiediamo: "Moratoria della pena di morte anche per Tareq Aziz".

Non si tratta di un "mero" atto umanitario ma di un preciso, concreto e puntuale obiettivo politico: la difesa del diritto e della verità, della legalità e della giustizia in Iraq. Evitare la condanna a morte e l'esecuzione di Tareq Aziz, che – lo ripetiamo – rischiano di avvenire senza che vi sia stato un processo degno di questo nome, potrebbe segnare una evidente soluzione di continuità rispetto a metodi e pratiche in voga ai tempi di Saddam, oltre che assicurare verità e giustizia a tutte le vittime del suo regime, non solo quelle per cui Aziz è oggi sotto processo.

  Firma l'appello o aderisci allo sciopero della fame

 

July 28

occupazione radicale per garantire la legalità costituzionale

Commissione di Vigilanza Rai: i Parlamentari radicali del Parlamento italiano e di quello europeo si associano all'iniziativa già in corso di Marco Beltrandi di occupazione a tempo indeterminato

Roma, 27 luglio 2008

Il gruppo dei parlamentari Radicali del Parlamento italiano e di quello europeo si è stamane aggiunto a Marco Beltrandi nell’occupazione a tempo indeterminato della Commissione di vigilanza sulla RAI TV.

I suddetti parlamentari ritengono in tal modo di compiere un'azione dovuta di supplenza politica ed istituzionale, per interrompere la vera e propria flagranza nella quale il Parlamento italiano si trova contro i suoi obblighi costituzionali, o di rilevanza costituzionale che dir si voglia, nei confronti delle persistenti, mancate costituzione della Commissione di vigilanza ed elezione di un giudice della Corte Costituzionale.

Infatti, come noto, la Corte Costituzionale da anni ormai ha attribuito al Parlamento la funzione costituzionalmente necessaria ed obbligata di controllo e di sostegno del "Quarto Potere", cioè della corrispondenza ai vari articoli della Costituzione che impongono la realizzazione democratica, piena, del diritto civile alla libertà di informazione e di manifestazione delle proprie opinioni.

Gli obiettivi quindi della occupazione nonviolenta sono sollecitare ed ottenere garanzie istituzionali pubbliche dell'interruzione della flagranza del Parlamento in merito:

1) alla costituzione e immediato funzionamento della Commissione bicamerale di vigilanza sulla RAI TV;

2) alla immediata e straordinaria convocazione del Parlamento non già più per limitarsi alla frustra ritualità da mero votificio, ma per una seduta che termini solo nel momento in cui sia compiuta la elezione del nuovo giudice della Corte Costituzionale. Lo stesso Presidente della Repubblica d'altra parte in uno dei suoi primi atti sollecitò e ammonì il Parlamento proprio su questo tema e su questo obiettivo.

Con questa azione i parlamentari Radicali in tal modo ritengono di potere e dovere rivendicare l'esercizio, in supplenza della responsabilità e funzione dell'intero stesso Parlamento, e auspicano che tutti coloro che sono animati dalla stessa consapevolezza e convinzione si manifestino, davvero in ogni modo loro possibile, per conquistare al Paese, allo stato di diritto, quantomeno l'effettiva esistenza di un pur minimo momento di rispetto della legge fondamentale, dell'Ordinamento della democrazia italiana.

Marco Beltrandi, Rita Bernardini, Emma Bonino, Marco Cappato, Maria Antonietta Farina Coscioni, Matteo Mecacci, Marco Pannella, Marco Perduca, Maurizio Turco

July 24

RUMORE DI FONDO

Guaire di cani stridio di gatti
lamenti di vacche insonni.
Lo sbuffo di un comignolo
grigiore denso nella notte nera.
Ronzio d' un centauro
dalla faccia rigata di fredde lacrime.
Un auto a passo d'uomo,
macabra fantasia quel motore lento!
Tonfi sordi di chissa quali oscuri lavori
calpestio ovattato e clandestino.
Bisbiglio di foglie e vento
quale terribile presagio mi narrate?
-Com'è oscura e misteriosa la notte
vibrante di suoni macabri, tra tutti
l'eco del silenzio è il piu terrificante
 
--Stifler--
July 09

SCHIZZI DI FOLLIA

 
"E' che tutti ormai vogliono fare la bella vita perdendo di vista il reale benessere..vogliamo paragonare un aperitivo in un locale super chic in via veneto con una semplice passeggiata a cavallo?
il mio concetto è ben diverso si tratta di dare un giusto peso e valore. Per me, una passeggiata a cavallo ha ,senza dubbio, un valore molto più elevato; spirituale ed interiore. Molto più profondo azzarderei.
Non ci guardiamo mai da fuori, rendendoci conto di chi siamo, del perchè siamo qui...se esiste davvero uno scopo...e purtroppo non ci rendiamo conto che non si torna indietro, che non hai un'altra possibilità, un'altra carta da giocare...che se perdi, non ci sei più...e poi chiediti? Cosa ho fatto? Per chi? Sono cresciuto interiormente?Ho vissuto davvero la mia unica vita su questa terra?"
 
sisi, capisco.. Devo ammettere pero che sei un bel pezzo piu avanti a me. Almeno tu ti domandi se hai vissuto la vita percio parti da un punto di vista concreto e reale, io invece sono fermo ed ancorato alla prima mi chiedo: " ma esistiamo veramente? siamo proprio cosi convinti di esistere? Chi ce la da la certezza magari siamo nuvole, o soltanto pensieri rinchiusi nella testa di qualcuno che ci da vita e ci fissa su carta. Amgari le nostre esistenze dipendono da lui, da cio che vorra scrivere nel suo romanzo" "scusi signor autore.. ehi? a me il mio personaggio non piace, mi pare inconsistenze. Si sognatore, bello ok. Boh ma non le pare che perda un perda un po troppo tempo a leggere negli spifferi di vento. Poi non si sa mai quello che voglio fare. Cavolo. Un giorno mi fa fare il politico l'altro il poeta, un altro ancora attore. Mi ha collocato ad economia e nel frattempo mi fa fare impensabili letture come autodidatta. Ma non le pare confuso?? Dico io, se lo scrittore non è il suo mestiere lasci stare porca miseria. E che noi, io, sono personaggio ok, ma non posso mica essere cosi alle sue dipendenze a seconda di come lei si gira nel letto la notte. I personaggi devono avere perlomeno un essenza, una consisteza, una base solida su cui muoversi. Abbastanza ampia. E' che poi il lettore si stanca, rimane come un po costernato. Non capisce la personalità dei personaggi ed in uqesto modo entra in confusione tutto il libro. E' che, signore, non vorrei certo rubarle il lavoro. Sia mai. E' che qui di personaggi in bilico ce ne siam ormai tanti e tutti masticano un po d'amaro perche lei è cosi insicuro da farci cambiare forma ad ogni luna. Si dia una rinfrescata alle idee altrimenti noi personaggi non la si sta piu al suo gioco!"
 
Hai pienamente ragione. Tutto questa modernità, questo materialismo, che lo si potrebbe chiamare anche vuotismo è cosi insensato, spento, non da emozioni. Si perdono i contatti, non di amici e della tipa della disco, ma i contatti con la nostra natura, animale, pur sempre terrena fatta di carne. Non di calce e lamiere luccicanti. Quel mondo che cresce in modo spontaneo che è vivo, e che scambia frasi d'amore con il nostro cuore. L'essenzialità della vita che si snoda in una ricerca spirituale, nei sentieri che il nostro io apre nella fitta boscaglia. Sentire il richiamo del nostro istinto, chiudere le porte al mondo e aprire un universo. La via della saggezza, dell'infinito non è un qualcosa che si puo trovare nel mondo moderno, a spasso tra l'urbana molestia ricercando un superfluo che soddisfi la nostra fame. Qulle sono piccole gratificazioni, ma deve essere ridotto alla mera utilità a cio che, dall'alto della nostra evoluzione millenaria abbiamo saputo costruirci per vivere piu comodamente. E allora possiamo prendere la macchina ma è pur sempre uno stupido pezzo di lamiera, senza pensieri e sentimenti, che sviluppa la sua utilità trasportandoci da un luogo ad un altro. Non è oggetto di esibizione, ma soprattutto non soddisfa l'anima. L'anima si gonfia e vive per astrazioni, con luce ed emozioni. La nostra anima è animale e naturale, e non puo che nutrirsi di altrettanti piaceri, animali e naturali.
 
Dobbiamo ritrovare il contatto con noi stessi. Riscoprire il gusto della scoperta, delle arti manuali, soddisfare la nostra curiosità istintiva, fermarci anche solo un istante ad ascoltare luoghi silenziosi e magici, annusare olezzi umidi di terra, osservare paesaggi agresti. Meditare. Trovare delle soddisfazioni che non speravamo, soltando respirando un po.... Chiudi gli occhi e va...
 
 Guardatemi Gaurdatemi. So volare, io con i mei pensieri so volare. Sono arrivato fino a toccare il cielo, è come un grande mare cremoso e denso che sa di zucchero filato. Credetemi... Altri mondi...e soltanto chiudendo gli occhi, superando le barriere del mio essere terreno...
 
"Ma guarda che fattone! L'ho sempre detto che leggere fa male"
"Gia"
"aho, Famose un giretto in macchina" "Ma non te l'ho detto, ho montato cerchi e stereo. nn poi capi come pompa.." "Se? da paura..."
 
"ma buttatevi al tevere, che se proprio non sapete volare almeno nuotate. Sarebbe gia qualcosa..."
 
July 03

Senza titolo

Come mi turba udire certe inezie.
che nausea le vostre esistenze
cosi ridotte in brandelli di vacuita
sminuzzate, deboli e incapaci
di leggere in esse la friabilità
Che rabbia i vostri rantoli notturni
come gemiti di bestie epilettiche!
Neanche i grandi attori nel dolore
san fingere sorrisi in istanti di vita fatua.
 
Continuate, continuate. Vi farete a pezzi
l'un l'altro, arto per arto
vomitando l'odio ch'avete dentro
versando lacrime di sangue e veleni
che berrete fino ad essere dannati,
Che urla! Che strepiti! PAzzi pazzi!
Credete che serva maledire il sole?
Come se l'amore versato in teneri raggi
manchi in pienezza e sia colpevole, lui,
se a voi il cuore non pompa che ghiacci.
 
Guardate quell abisso nero e gelido
come divora anime e ne fa ombre,
spettri fluttuanti nelle tenebre
come nuvole vaganti in cieli lividi,
 cari angeli corrotti ai malaffari
abbandanto in un angolo di lucidità
muto v'osservero dissolvere 
Stifler
June 26

REGIME TELECRATICO --leggere dalla home con buon accompagnamento musicale e possibilmente ascoltatela tutta(caparezza)--

Da tempo penso di dovere scrivere un qualcosa sull'argomento, da quando un anno fa lessi Homo videns di Giovanni Sartori. Uno dei più bei libri mai letti e che come nessun altro ha saputo darmi qualcosa e radicare(ancora di piu) in me la convinzione che l'assuefazione da talevisione ci rende informi, privi di capacità astraente e riflessione, schiavi del volere altrui ed incapaci di comprendere la realtà vera nel quale viviamo facendoci immergere in un mondo fallace costruito a tavolino della realtà televisiva. Anche oggi non scrivero niente, difficile racimolare secondi preziosi in questi giorni. Ho trovato pero un articolo di cui consiglio vivamente l'attenta lettura...
 

Da "LA REPUBBLICA" di sabato 21 giugno 2008

di GIOVANNI VALENTINI: LA TELEPOLITICA A CIRCUITO CHIUSO
Ciò che è certo è che qualsiasi cosa "appare in tv" corrisponde all`esperienza fornita settegiorni su sette e ventiquattr`ore al giorno dal "mondo reale".(da "La società sotto assedio" di Zygmunt Bauman Laterza, 2005 - pag. 180)
 
Nori è certamente un sintomo positivo quello dellamaggioranzache ha fatto mancare il numero legale per bloccare l`elezione del nuovo presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza. Né si può considerare semplicemente una mossa ostruzionistica, perché il "filibustering" appartiene proprio all`armamentario della minoranza.

Questo è piuttosto uno sfregio istituzionale, dal momento che la presidenza delle Commissioni di garanzia spetta per prassi consolidata all`opposizione. E peggio ancora se implica un tentativo di scambio, di baratto odi ricatto, in ordine al futuro assetto della Rai.

Ora che "il capo dello schieramento avverso" -come direbbe pudicamente Walter Veltroni - ha strappato la tela del dialogo, sembra che il vertice del Partito democratico si stia risvegliando finalmente dal suo sogno elettorale. Dall`incantesimo mediatico del "fair play", torniamo dunque alla brutalità della politica nell`esercizio spregiudicato del potere e nella difesa degli interessi più o meno illegittimi: dalla giustizia alla tv, dalla sicurezza alle intercettazioni telefoniche.

Ma si tratta a ben vedere di un circuito chiuso in cui la televisione riflette, amplifica e talvolta distorce le situazioni e i problemi concreti per proiettarli in una dimensione virtuale, propagandistica. E poi, a sua volta, la politica se ne riappropria commutandoli in allarmi, urgenze ed emergenze da iscrivere all`ordine del giorno della vita nazionale.

Non è che, oggettivamente, questi problemi non esistano: la crisi economica ed energetica, la criminalità, l`immigrazione clandestina, la prostituzione, i rifiuti, le inefficienze dell`apparato giudiziario e quant`altro, sono tutte questioni reali e aperte, da affrontare nel modo più tempestivo ed efficace possibile.

Non c`è dubbio, però, che sia la telepolitica a imporre quella che la sociologia della comunicazione chiama "agenda setting", letteralmente la composizione dell`agenda, alimentando spesso una mentalità collettiva, un`aspettativa diffusa o addirittura una psicosi di massa.

Prendiamo il caso della criminalità. Gli ultimi dati ufficiali dell`Istat, diffusi a dicembre scorso e pubblicati sul sito dell`Istituto, riferiscono che tra il 2005 e il 2004 i delitti denunciati in Italia erano diminuiti del 7,3%. E in questi due anni non possono essere aumentati tanto da far scattare l`allarme sicurezza. Eppure, il tema ha dominato la campagna elettorale e forse ne ha anche condizionato l`esito, in base a una percezione generale che costituisce alla fine l`elemento decisivo, il parametro di riferimento.

Per fare un altro esempio statistico, citiamo le morti bianche. È vero che giornali e telegiornali non mancano di darne notizia purtroppo giorno per giorno, in una triste contabilità che trasforma assurdamente il lavoro in un pericolo di vita. Ma fa riflettere e mette i brividi il dato secondo cui, dall`inizio della guerra in Iraq, sono più gli operai morti nei nostri cantieri (oltre 5.000, più di mille all`anno) dei militari americani caduti sul campo (circa 4.000).

Nel primo caso, per quanto il problema della sicurezza sia di grande rilevanza sociale, la percezione che nehala gente èverosimilmente superiore alla sua consistenza reale. Nel secondo, quello delle morti sul lavoro, è senz`altro inferiore e comunque non è tale da suscitare un allarme o una mobilitazione popolare, sebbene il ministro Alfano prometta adesso che "la giustizia sarà più veloce". In entrambi i casi, lo "spread" è determinato in larga misura dalla video- crazia, dalla maggiore o minore amplificazione mediatica che i due temi subiscono, dal diverso trattamento che ne propongono in particolare telegiornali e talk-show.

E questa la ragione fondamentale per cui, in un Paese democratico, occorre garantire il pluralismo dell`informazione.

Non solo nella carta stampata, o fra questa e la televisione, ma soprattutto all`interno del sistema televisivo. Altrimenti, il duopolio tende fatalmente a diffondere unpensiero unico dominante, con l`aggravante dell`omologazione tra la tv di Stato e quella commerciale.

Ed è sempre per questo che occorre separare la responsabilità politica dal controllo della televisione, pubblica o privata, sottoposta non a caso a un regime di concessione da parte dello Stato. Ma invece il conflitto d`interessi, che proprio perla sua natura concessoria è insanabile in radice, continua a imperversare fino a sublimarsi nella decisione di cancellare per legge le imbarazzanti intercettazioni tra il leader-tycoon e un alto dirigente del servizio pubblico che documentano in modo incontrovertibile l`esistenza e l`anomalia di quel conflitto.

Perriprendere iltitolo dellibro citato all`inizio, sembra davvero una società sotto assedio, la nostra: l`assedio psicologico di una tvche cattura l`opinione pubblica, ottunde le menti e narcotizza le coscienze. Un persuasore occulto che propizia bisogni, consumi e costumi, come il bombardamento degli spot sulle merendine provoca la bulimia e l`obesità fra i telespettatori più giovani. Ma è anche l`assedio culturale e civile di una telepolitica che in un rapporto simbiotico con l`elettorato fomenta esigenze e aspettative, per poi rappresentarle a livello istituzionale e infine soddisfarle in nome dell`emergenza, con una compressione inaccettabile delle regole democratiche.

Sarà pure sbagliato, allora, parlare di regime in senso tecnico. E qualcuno ripeterà magari che così si fa il gioco del "capo dello schieramento avverso". Ma se l`opposizione non riesce neppure a presidiare la linea di confine che preservala libertà d`informazione, siassume la responsabilità di avallare la teledittatura o rischia addirittura di diventarne complice.

June 24

QUEI DIBATTITI DA POCHI CENTINAI DI CLICK

Ieri aprendo la pagina di virgilio vedo passare un titoletto: pillola del giorno dopo, abuso under 20. Cosa ne pensi? Ho pensato: Quale terreno piu fertile dove seminare i semi delle battaglia da un mese portata avanti dall'associazione?? Devo dire subito che ho rivalutato in men di un ora la portata e l'utilità di tali pagine di discussione. All'invito cosa pensi i passanti erranti si soffermano neanche un po a pensare. E' un fiorire di luoghi comuni, di assurdità, roba da fare un edizione speciale del Bestiario su Agenda coscioni. Inoltre dopo slanci propositivi iniziali il dibattito scade, precipitando nell'ignoranza nelle offese personali, delle volgarità. Forse mi sbagliavo. Forse la rete è solo il luogo del cammuffamento dove si è e si dice quello che vuole, senza badare troppo se coincida o no con il nostro vero pensiero. Magari quel titoletto visibile per il breve arco di un mezzo dì viene visitato perlopiu da visitatori di passaggio in pausa pranzo o nullafacenti annoiati. Danno un'occhiata all'articoletto e lasciano uno spunto di pensiero(abbastanza spuntato). Per non parlare poi dell'articolo...

 Ho creduto che il dibattito fosse scoppiato per merito di questa iniziativa non-violenta che vuole portare all'abolizione dell'obbligo di ricetta e garantire un diritto che viene negato dalle imposizioni di coscienza di coloro che dovrebbero fornire un servizio al cittadino per conto dello Stato. L'ho creduto e credo ancora che sia cosi. Ecco la polemica che scoppia. Ma qua