Profilo di alessandroForse erano i sogni di A...FotoBlogElenchiAltro Strumenti Guida

Forse erano i sogni di Agenore

..o forse erano i miei..

alessandro giova

Professione
Località
Interessi
niente é piu interessante di cio' che si scopre
http://students.ou.edu/M/Ashley.D.Mc.Dermott-1/rosa_dark%20pink.jpg


Stasera, la luna sogna con pìù abbandono,/come una bella donna che, abbandonata sui cuscini,/prima di addormentarsi accarezza/i seni con manodistratta e leggera.//Ecco, sul dorso lucido di molli valanghe,/morente s'abbandona a lunghi deliqui/ e volge gli occhi a bianche visioni/ che salgono dall'azzurro come fioriture// A volte, nel suo ozioso languore, fa cadere/ una lacrima furtiva sulla terra,/ allora un pio poeta, nemico del sonno/ raccoglie nel cavo della mano la pallida lacrima/ dai riflessi iridati come un frammento d'opale/ e la ripone nel suo cuore lontano lontano dagli occhi del sole.

Charles Baudelaire




libro in fase di lettura
di 
di 
di 
tutto cio che ho letto, bello e brutto
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
di 
personaggi da tenere sott'occhio

Woody Allen



Quand'ero piccolo i miei genitori hanno cambiato casa una decina di volte.Ma sono sempre riuscito a trovarli. Ero solito portare una pallottola nel taschino,all'altezza del cuore.Un giorno un tizio mi tirò addosso una Bibbia ma la pallottola mi salvò la vita

Fino all'anno scorso avevo un solo difetto: ero presuntuoso.



ALBERT EISTEIN

Caricamento in corso...

My Custom

 

Compra i tuoi libri da www.librazioni.it

 

Chi io sia per voi non saprei dirvi..
il me ch io vedo non e' lo stesso che voi vedete..
Come potrei esser io per voi lo stesso che son per me se non son lo stesso sempre neanch io per me??
Maschera in cerca d'una forma. Teatrante alle prese col suo spettacolo più grande: la vita. Che si aprà il sipario del mondo, che entrino gli attori..
                                 Stifler
22 novembre

L'ECOBALLA DEGLI ECOINCENTIVI

 
E' tempo di rottamare la propria auto. Bisogna passare ad un euroefficiente veicolo per contrastare l'inquinamento e l'effetto serra, per proteggere l'ambiente e l'ecosistema? In verità queste misure hanno ben poco di ecologico ed è assai più ecologico tenere la propria vecchia auto più inquinante. A questa soluzione si può arrivare facilmente con un pò di spirito critico e ragionando a fondo sul problema.
Gli ecoincentivi che vengono spacciati come politica ecologista, sono soltanto un modo per mascherare quella che è la ricerca continua della crescita economica accompagnata alla ssalvaguardia del settore automobilistico, uno dei più profittevoli per le nazioni.

Allora ecco che l'ecoincentivo è un eco balla, utile in tempi di crisi. L'ambiente conta poco e niente. anzi, certamente niente. Anzi, ne viene altamente danneggiato. Perché?

Consideriamo che sfruttando l'incentivo statale cambiassimo la nostra auto inquinante con una più efficiente. La macchina è si più pulita nei consumi, ma ha avuto un iimpatto assai maggiore. Primo: vendiamo la nostra vecchia auto molto prima del suo deterioramento fisico. Quindi non sfruttiamo il suo completo valore d'uso. Secondo ci sono una serie di fattori che devono essere considerati. La nuova auto (efficiente) per venire nelle vostre mani ha dovuto subire un processo produttivo ovvero:

- estrazione di materie prime
- trasporto di queste nelle varie industrie di lavorazione, e trasformazione nelle varie componenti;
- le industrie che lavorano queste materie devono impiegare vari input come energia e forza lavoro che si recherà in fabbrica in auto.
- smaltimento di rifiuti speciali;
- i semilavorati devono essere poi trasportati presso l'industria di assemblaggio che a sua volta impiega energia e forza lavoro.
- una volta completato tutto il processo l'auto dev'essere trasportata con mezzi pesanti presso il concessionario.

Tutto questo porterà a sostituire la vecchia auto con un anticipo di 4-5 anni(ad essere stretti). Tutto il processo produttivo che c'è dietro avrà causato molte, ma molte più emissioni del risparmio derivante dal passaggio da un auto inquinante ad una meno inquinante. Purtroppo non si pensa mai a questi, piccoli, infinitesimi particolari. Credo che la maggior parte di coloro che ne usufruiscono, vedano ciò come una buona occasione per farsi un auto nuova più che come azione buona a salvaguardare l'ambiente.

Per questo dico che gli ecoincentivi sono un eco-balla bella e buona. Buona solo a sollevare le sorti dell'economia, ma non quelle dell'ambiente. Volete un consiglio eco-compatibile: non cambiate auto.
--stifler--
16 novembre

ASPETTANDO GODOT vs LICEALI

Sono stato a vedere Aspettando Godot al Teatro India. Uno di quegli spettacoli che già vivevano nella mia mente, desideravo vedere ed ancora non ne avevo avuto occasione. Insieme a Godot c'è la cantatrice calvad di Ionesco, Sei personaggi e Uno, nessuno, centomila di Luigi. Forse qualcun'altro che ora sfugge...
Che dire di Godot. Tutto o quasi hanno un idea vaga di chi sia questo godot. Quello strano personaggio, protagonista di uno spettacolo teatrale eppure che mai appare. E i due atti si consumano nell'attesa di un personaggio che non arriva. Sono state fatte tante interpretazione di ciò. Credo che ognuno possa dare la sua. Godot, l'attesa, l'immobilismo. Attendere un qualcosa che sia un occasione, una persona, un segno del destino, Dio. Godot è tutto e niente. Godot rappresenta gli uomini che si lasciano seppellire da se stessi, che immobili attendono un occasione che non arriverà se non saranno loro stessi a cercarla. Godot è un foglio bianco in attesa di essere scritto. Non bisogna attendere che qualcosa di carino venga in mente. Mentre aspettiamo dobbiamo scrivere quel che abbiamo di non carino, altrimenti rimarrà sempre bianco.
Trovo fantastico il testo, come trovo fantastico il teatro dell'assurdo. Per niente facile rappresentare certi testi. Nella mia personale visione della rappresentazione ho letto un messaggio all'uomo, specialmente per quanto riguarda i temi ambientali. Una sorta di "cosa aspettiamo, Godot?". La scena si svolgeva su una pedana rotonda messa al centro del palco. Un albero(più un grosso e rudimentale vaso con quattro rametti) era in un angolo della struttura.
Sullo sfondo un telo bianco dove venivano proiettati cantieri, gru, scavatori, con un atrmosfera surreale. Come a dire l'uomo che seppellisce l'uomo sotto le sue stesse macerie. Il pianeta dell'uomo usato fino all'ultimo granello. Cosa aspettiamo a fare qualcosa? Aspettiamo godot...
Magari sarà un immagine marginalista, ma spesso i significati sono più semplici. Spesso ricerchiamo la complicatezza ma è nella semplicità che viaggiano i messaggi più forti. Perché le gru altrimenti? e la pedana tonda? Potrebbe benissimo essere una terra, una terra dove, degli uomini ormai alla perdizione, sotto un albero secco aspettavano Godot, convinti che Godot cambierà le loro sorti. Ma Godot non arriverà mai....
 
Tra gli attori, che sono stati tutti molto bravi (beh, il ragazzetto che diceva "Si signore" lo saltiamo...) ce n'era uno che si portava in faccia un viso già visto. Molto molto bravo. Ma chi è? Ho dovuto aspettare la fine dello spettacolo, che uscisse dalla sua maschera teatrale per riconoscerlo. Da non credere. Li vedi nelle fiction e sono una cosa. Lì vedi a teatro e sono totalmente altri attori, Sarà la tecnica che è diversa o sarà la magia di un posto incantato. Sarà che in tv vedi le immagini cambiare continuamente, in teatro invece hai quell'attore costantemente sotto tiro. Nei respiri, nell'impercettibile smorfia del viso o contrazione del dito. Fatto sta che a me, quest'uomo che si chiama Gigio Alberti è sembrato decisamente più bravo in teatro. Chi è costui? Beh, guardate la foto in alto e ditemi se lo riconoscete. Poi guardate il trailer dello spettacolo http://www.teatrodiroma.net/adon.pl?act=doc&doc=953. Infine guardate la foto qui sotto. Ebbene sì. Quel vagabondo dalla voce roca e i capelli scarmigliati è proprio il preside dei liceali(ha fatto molti altri film). Già non c'è niente di male (a far marchette?)... E' che il mio stupore è dato dal fatto che troppo spesso attori da fiction sono impegnati in spettacoli di basso profilo, commedie rappresentate al Sistina o al Brancaccio. Non mi aspetterei mai il Preside dei Liceali al Teatro India, uno dei teatri che preferisco, molto attento ai più moderni linguaggi del teatro e alla scena sperimentale. Beh, che dire. Eliminare certi tipi di pregiudizi... e se mi capita una marchetta come una fiction non rifiutare! :)
--Stifler--
 
 
 
02 novembre

ALDA MERINI


aldamerini1

 Per l'occasione è possibile ascoltare dalla home alcune poesie inserite nella playlist, estratte dalla raccolta "La Terra Santa"

La mia poesia è alacre come il fuoco
trascorre tra le mie dita come un rosario
Non prego perché sono un poeta della sventura
che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore,
sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida,
sono il poeta che canta e non trova parole,
sono la paglia arida sopra cui batte il suono,
sono la ninnanànna che fa piangere i figli,
sono la vanagloria che si lascia cadere,
il manto di metallo di una lunga preghiera
del passato cordoglio che non vede la luce.
www.aldamerini.com


A vedere le foto sembrava una vecchina qualunque. Una di quelle nonnine di campagna che passano la giornata con il grembiulino e le mani nella farina. Preparano biscotti in attesa che arrivino i nipotini. Chissà, magari sapeva farli davvero i biscotti. Sembrava una di quelle nonnine tenere, benevole sempre pronte a sorridere. E produceva biscotti. Letterari. Le sue poesie erano tanti biscotti, i suoi libri dei vassoi caldi appena usciti dal forno. E noi tutti, siamo stati quei nipotini. Ho saputo la notizia questa mattina. "E' morta la poetessa Alda Merini". Tristezza. Ho letto l'articolo per semplice dovere di cronaca, come al solito tristi resoconti, didascalici, freddi. Vuoti. E sarebbe forse meglio salutare una poetessa poeticamente. E non come un semplice fatto di cronaca. E quei politici ovunque dispiaciuti. Ovunque identici nelle parole, magniloquenti, parole incantesimo che ti fanno fare bella figura. Grande voce! Oh, si. Era la nostra nonnina, ed ha sfornato tanti biscotti dal suo fornetto, nella sua casetta di campagna, con il suo grembiulino ombrato di farina. Dicono sia morta a 78 anni. Non è vero. Vive e vivrà, come è degno destino dei poeti sopravvivere alla propria carne e percorrere tutta la storia degli uomini. Vive, nelle sue poesie, nei suoi diari. Vive in ogni sua parola. E vivrà per noi, per i nostri figli, per tutti coloro che vorranno sentire il profumo di pagine annose. Come il vino buono, anche i buoni libri con gli anni acquistano sapore. Perciò Alda, un Ciao fisico, carnale, un arrivederci per ogni volta che vorremmo farci compagnia con le tue parole. Magari continuerai a scrivere. Se ti capita, fai scivolare un foglio da lassù. Ogni tanto. Ci si affeziona sempre molto ai biscotti della nonna. 


Certo sono molti i suoi scritti e sarebbe difficile individuarne qualcuno da acquistare in assoluto. Forse è arrivato anche per me il momento di acquistarne uno. E già. Non mi fa onore questa cosa, lo ammetto, ma come spesso accade ai tempi di internet ti ritrovi a navigare, a leggere qua e là poesie ed estratti, a visitare il sito ufficiale. Poi, un bel giorno se ne va, e t'accorgi di non avere ancora acquistato una raccolta da tenere e sfogliare. Meglio provvedere. Tra tutti ho individuato questo cofanetto che contiene "La presenza di Orfeo" prima raccolta di Alda Merini e "Terra Santa".La prima senz'altro punto di partenza per scoprire la sua poetica, prima raccolta in assoluto (aveva 15 anni). La seconda a parere di molti la migliore e più significativa, nel quale troverete anche la poesia presente nella playlist. Nel cofanetto anche un album fotografico (senza grembiulino).
 


La presenza di Orfeo La Terra Santa
Merini Alda
Libri Scheiwiller, 2005
€22,50

Compra i tuoi libri da www.librazioni.it
26 ottobre

C'è sempre un'ora da recuperare


Se mi cercate mi troverete il 1° gennaio 2035
davanti al colosseo.



Non sento fame

Né sete.

Non qui,

ora.
--Stifler--



11 ottobre

MINIMA

 
Che bello,
piove.
Stifler
 
02 ottobre

POESIA VINCITRICE DEL CONCORSO "le quattro porte"

Sono state pubblicate finalmente le poesie vincitrici del concorso letterario "le quattro porte", al quale ho partecipate. Domenica c'è stata la cerimonia di premiazione, al quale sono stato invitato ma non sono andato causa impegni. Si capisce, se avessi vinto mi sarei svincolato! :).. Non è andata, non saprei dire se troppo male o se un pizzichino di bene c'è stato. Dovrei conoscere il parere tecnico della giuria, che spero arrivi. Ma dubito e non credo che avranno la forza di inviare oltre 2000 pareri a circa 800 poeti. Per non parlare poi delle altre categorie. Forse questo parere non arriverà mai. L'ho saputo in estate. Arrivo una lettera da parte del Laboratorio di Ricerca Culturale di pieve di centro a mio nome, scritto a mano con un elegante calligrafia. Guardavo la busta, come fanno nei film. Scarto euforico... Per me un invito ed i dati statistici dei partecipanti a fronte, la classifica dei quindici premiati sul retro. Cerco il mio nome, niente. Ho aspettato ora per comunicare perché ho atteso che il sito pubblicasse la poesia vincitrice. Gli ultimi sette versi mi piacciono molto, ed anche il titolo è molto originale. Per il resto l'ho letta una volta sola. Le poesie andrebbero lette più volte per carpirne tutto il potenziale.. su www.labpieve.it troverete le altre poesie, i racconti e le poesie haiku vincitrici delle altre categorie..
Buona lettura...

Requiem per due lampadine fulminate
di Luigi Paraboschi 
-castelsangiovanni (pc)

I tuoi silenzi d’ossidiana sono come il gelo nelle grondaie 
di Pietroburgo che inizia con novembre e dura fino a marzo
ed è inverno anche sulle imposte di questa casa sugli Appennini
ove pronuncio parole acciottolate nella sera di mezza estate
e m’illudo che rassomiglino a preghiere, ma sorridono
i miei Penati perché nulla dei nostri crucci li coinvolge,

restiamo solamente tu ed io e le nostre deboli volontà
per allargare questo vallo di Adriano ed allagarlo poi
senza il conforto di credere più alle parole
che non sappiamo più scrivere ed imbucare,
forse le pensiamo ma le lasciamo scorrere giù dai vetri
sperando che il disgelo che verrà ce le riconsegni intatte.

Qui resto con le labbra dubitanti, e sgretolo di te
ogni dolcezza, qui scavo fosse ove seppellisco
versi sulle nostre stagioni di aspra lontananza
ed ora il mio pacemaker quasi non manda più impulsi
troppi sono i bypass per i tubi incrostati della memoria.

E’ ora di staccare i fili del mio monitor, anche s’è
ancora viva sullo schermo la riga lunga della tua risata,
non mi so decidere a premere il pulsante off, forse tu
l’ hai già fatto, ma io ti conservo in vita come si fa
talvolta con quelle lampadine che ci appaiono fulminate
e poi, se le scrolli un poco tra le mani, i fili prendono 
la corrente e si fa luce attorno, anche se per poco.

25 settembre

PASSEGGIATA D'ESTATE


"Una briciola d'oro non può comprare una briciola di tempo."
Proverbio cinese


Siamo evanescenze furtive
d'un esistere in una sera di luglio
insignificanti fette di mondo
in un piccolo parco aggregate.
Ed è tra il confuso vociare
il procedere a stento tra i suoni
che s'erge, splendido e chiaro
il brindar d'una fontana solitaria.

Sola
nello scorrere.
Sola
nella memoria.
Sola.

Custode del tempo andato
o non ancora arrivato
di brandelli di vita passata
o ancora solo sperata.
Custode di ricordi
di vite in transito
di una sera di luglio
di chi ride o canta
di chi si ubriaca.
Custode romantica
di chi si ama
di si dice addio.
Custode dell'eterno
delle mille parole dette
Ogni sera
Una delle tante.
-Racconterai di noi domani
e del nostro imperfetto scorrere?

"Per non essere gli straziati martiri del Tempo, ubriacatevi senza posa!
 Di vino, di poesia o di virtù: come vi pare."
--Charles Baudelaire--
13 settembre

IL SAX

"La sfortuna di essere un blogger
è che se muori nessuno avvertirà gli altri blogger
e  tutti si chiederanno perché non aggiorni."
-STIFLER-
(in corso di trasformazione in Agenore)

Piacevole accompagnamento musicale ad una serata dolce-amara. AMICA dove sei? Modern jazz and blues e questo me difforme che prova piacere nella solitudine di un borgo formellese. Taccuino e penna alla mano, mocassino e cappello(per coprire i capelli). Mi guardano incuriositi uomini canuti, più o meno distinti. Desta sempre un certo interesse chi solo sorseggia birra battendo il tempo con il piede... O forse è solo un mio eccesso di egocentrismo. Sta il fatto che il mio animo ben si sposa con questo vagabondaggio emotivo ed esistenziale che prende piede e si fa largo. Osserva, scruta, studia pensa divaga e dilaga. Seziona i pensieri in cubetti, s'interroga sul continuo mutare, cercando di raggiungere una forma che forse non troverà mai. tanto meno una quasi forma... Si lancia allora, in un libero inseguimento degli impulsi e dell'ignoto, danzando sul filo dell'incompletezza in un piacevole orizzonte che mi tiene dentro e non fuori. Ad una certa distanza di sicurezza ma quanto basta per scuotermi con le vibrazioni del suo vortice....

Sorseggio e catturo sensazioni. Per la prima volta inserisco la data a inizio pagina. Anche questo è sintomo di mutamento. Che sia giunto il momento di riconcilirsi con il tempo? Incurante dei respiri circostanti trascrivo ogni scatto in avanti di un flusso che esce quasi liquido... Accanto a me un uomo. Solo, anche lui, con gli occhi in un altro mondo. Non beve. Ascolta con attenzione il complesso. Le gambe accavallate. Chi è? Cosa fa? Lo chiamano sul palco ed il trio diventa un quartetto. Apre una valigetta (un serial killer?) ed estrae un sassofono. Ecco dov'erano i suoi occhi. Abbozza le prime timide note, poi chiude gli occhi, porta il bocchino tra le labbra e le guance si contraggono. Suona a memoria, sa bene come muovere le dita. E' in estasi. E intorno ecco un atmosfera nuova. Lo immagino da giovane quando con la sua valigetta credeva di poter esaltare il mondo. Ora è lì, su un palco di un piccolo borgo medievale, a gettare un ponte tra noi e lui attraverso sette note. Semplicemente sette note che si alternano in una sequenza infinita. Non ha perso l'entusiamo. Non ha girato il mondo, forse, ma eccolo tutto il suo mondo. Il sassofono. E non lo lascerà mai...

Mi infilo in quel suo mondo. Anch'io ho una valigia. La tengo stretta tra le gambe mentre fluttuo tra le note melense. Mi godo un sassofonista ed un pensiero a forma di cubetto..

l'orizzonte degli eventi è il confine estremo di un buco nero,

 che per poco non riesce a sfuggire alla voragine (cit.)

05 luglio

L'INETTO INESATTO

  
--piccoli esempi di malinconia domenicale--

E' uno strisciare dolente che si ripete
la spensieratezza di cicale cantati,
l'estivo confine alle mie carceri:
inetta esattezza di un delirio inesatto.
Sepolto tra le infinite cartacce
un libro che dovrei studiare.
Li rimane, semplicemente lì
all'ombra di pulviscolo e pensieri
danzanti sul filo dell'incompletezza,
l'errata emozione dell'essere niente -sempre-
e l'essere tutto qualche ora soltanto.

Difficile essere estranei al proprio tempo
vivere come un livido cielo d'estate
o pioggia bagnante l'incompiuta stagione
che fa tacere le festanti cicale.
Difficile spiegare il piacere
dell'essere sospesi nell'Anacronismo
con una penna ed un taccuino
leggendo poesie, ascoltando Wagner.

--Stifler--
 
Foto 1 di 41
Prossimi impegni teatrali..

Forse anche qui mi considereranno un ragazzino e sia. C'è anche chi mi considera un idiota, non ho mai scoperto perché. In verità, sono stato talmente malato da non essere molto diverso da un idiota; ma com'è possibile che sia idiota anche adesso, quando, io per primo mi accorgo che la gente mi considera tale? Io entro e penso: "Mi credono idiota, ma io sono intelligente, e loro non lo sospettano nemmeno."

L'idiota-F.Dostoevskij

WikipediaIT Gadget

Caricamento in corso...

Luca Coscioni

C'era un tempo per i miracoli della fede. C'è un tempo per i miracoli della Scienza. Un giorno, il mio medico potrà, lo spero, dirmi: Prova ad alzarti, perché forse cammini.

Ma, non ho molto tempo, non abbiamo molto tempo.

E, tra una lacrima ed un sorriso, le nostre dure esistenze non hanno certo bisogno degli anatemi dei fondamentalisti religiosi, ma del silenzio della libertà, che è democrazia. Le nostre esistenze hanno bisogno di una cura, di una cura per corpi e spiriti.

Le nostre esistenze hanno bisogno di libertà per la ricerca scientifica. Ma, non possono aspettare.

Non possono aspettare le scuse di uno dei prossimi Papi.

www.lucacoscioni.it

NEWS DEL GIORNO

Caricamento in corso...Caricamento in corso...

cosmologia

Caricamento in corso...Caricamento in corso...

MOLECULARLAB

Caricamento in corso...Caricamento in corso...